Incendio di Crans-Montana, morto il giovane cestista Alexis Bollag: era la 41esima vittima

Alexis Bollag, 18 anni, promessa del basket svizzero, è morto dopo un mese di ricovero per le gravi ustioni riportate nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana. Un’infezione contratta in ospedale ha aggravato il quadro clinico.

incendio crans

Si allunga il bilancio delle vittime dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana. Sabato, all’ospedale universitario di Zurigo, è morto Alexis Bollag, 18 anni, dopo oltre quattro settimane di lotta contro le conseguenze delle gravi ustioni riportate nel rogo.

Il giovane atleta era considerato una delle promesse più brillanti del basket svizzero. Giocava nelle giovanili del Pully Lausanne, società che milita nella massima serie nazionale, e per i suoi allenatori era già una stella in crescita, capace di distinguersi per talento e dedizione.

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La notizia della sua scomparsa, comunicata dalla procura di Sion come 41esima vittima della strage, ha colpito profondamente il Paese. Sui social, compagni di squadra e amici di Lutry, il paese in cui viveva, lo ricordano come un ragazzo generoso, sempre disponibile e legato agli altri.

Secondo quanto riportato dalla stampa svizzera, Bollag non è morto direttamente per le ustioni, che interessavano oltre il 50% del corpo, ma a causa di un’infezione batterica contratta durante il ricovero. Si tratta dell’Acinetobacter baumannii, un batterio resistente agli antibiotici che rappresenta un rischio frequente per i grandi ustionati.

In questi casi, il crollo delle difese immunitarie rende le infezioni uno dei pericoli più gravi. La famiglia ha seguito Alexis giorno dopo giorno, senza mai smettere di sperare. In una nota, i genitori parlano della perdita di un figlio affettuoso e gentile, studente serio e appassionato di sport.