Russia, Medvedev avverte: Il rischio di guerra mondiale resta molto alto

Il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo avverte che le tensioni internazionali restano pericolosamente alte. I contatti riaperti con Washington non bastano, mentre cresce l’assuefazione allo scontro globale.

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Il pericolo di un conflitto globale non è affatto rientrato. A ribadirlo è Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa, che parla di una situazione internazionale ancora estremamente instabile e potenzialmente esplosiva.

Secondo Medvedev, la ripresa dei contatti tra Mosca e Washington rappresenta un segnale incoraggiante. Russia e Stati Uniti hanno riattivato i canali di comunicazione e avviato consultazioni su diversi dossier, compresa una possibile via d’uscita dal conflitto in Ucraina.

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Questo riavvicinamento, però, non è sufficiente a ridurre i rischi. Il dirigente russo chiarisce che la prospettiva di una guerra su scala mondiale non può essere esclusa e che il livello di pericolo resta elevato, senza segnali concreti di allentamento delle tensioni.

Alla base di questa minaccia, Medvedev individua quella che definisce una riduzione della soglia del dolore. Durante la Guerra Fredda, anche solo ipotizzare uno scontro nucleare tra Urss, Stati Uniti, Nato e Patto di Varsavia generava paura diffusa e frenava le escalation.

Oggi, sostiene, l’approccio è cambiato. Negli ultimi anni, soprattutto sotto la precedente amministrazione statunitense, l’idea dello scontro diretto è stata trattata con maggiore leggerezza. Un percorso che, avverte, può trasformarsi rapidamente in una catena di reazioni: a un attacco segue una risposta, poi un’altra ancora, fino a un esito finale di portata globale e devastante.