Valanghe tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, uno sciatore morto e un ferito: cinque persone salvate

Due valanghe sulle Alpi orientali nel primo pomeriggio: uno scialpinista perde la vita, un altro è ferito. Interventi complessi tra maltempo e neve instabile, con cinque persone messe in salvo.

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Un uomo è morto travolto da una valanga e un altro è rimasto ferito in due distinti distacchi di neve avvenuti domenica 1 febbraio 2026 tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. Il primo episodio si è verificato nella zona di Casera Razzo, il secondo a Sella Nevea, in provincia di Udine. Il bilancio sarebbe potuto essere più pesante per dimensioni e condizioni del manto nevoso.

L’allarme per il primo incidente è partito poco dopo le 14. Un testimone ha contattato il numero unico di emergenza dopo aver visto staccarsi la massa di neve e scomparire uno scialpinista. Il distacco è avvenuto attorno ai 1.800 metri di quota, su un versante a nord sopra Casera Tragonia, tra Col Merende e Forcella Tragonia. Il fronte della slavina superava i cinquanta metri.

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I soccorritori erano già in zona per un’esercitazione con le unità cinofile da valanga del Soccorso Alpino di Friuli Venezia Giulia e Veneto. Sono intervenuti anche gli elicotteri della Protezione civile, dei Vigili del Fuoco e dell’elisoccorso regionale, insieme a Guardia di Finanza e squadre con cani da ricerca. Le operazioni si sono svolte con visibilità ridotta e condizioni meteo difficili. Dopo ore di lavoro, l’uomo è stato trovato senza vita, sepolto sotto circa un metro di neve.

Quasi in contemporanea è arrivata una seconda richiesta di aiuto da Sella Nevea, intorno ai 2.000 metri. Qui una slavina ha investito uno scialpinista che procedeva con quattro compagni, tutti sloveni, lungo l’itinerario tra Sella Ursic e la Conca Prevala. Gli amici, rimasti illesi, sono riusciti a liberarlo prima dell’arrivo delle squadre di soccorso.

L’uomo, sempre cosciente ma con segni di ipotermia e diversi traumi, è stato stabilizzato sul posto e trasportato in elicottero all’ospedale di Udine. Hanno operato Soccorso Alpino, unità cinofile, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e personale sanitario.

Gli incidenti sono avvenuti con un quadro di neve instabile. Il bollettino regionale indicava per la giornata un pericolo valanghe di grado 3, marcato, oltre i 1.400 metri, con neve fresca, accumuli da vento e strati deboli persistenti sui versanti in ombra. Nella stessa area di Sella Nevea, pochi giorni prima, un’altra slavina aveva coinvolto due scialpinisti croati.