Robert Pattinson papà, la svolta dopo la nascita della figlia

La paternità ha ribaltato abitudini e prospettive di Robert Pattinson. L’attore racconta come la nascita della figlia abbia cambiato il suo rapporto con il tempo, il lavoro e perfino con i bambini.

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Prima di diventare padre, Robert Pattinson non aveva un particolare trasporto per i bambini. Lo ammette senza giri di parole: li sopportava, niente di più. Un atteggiamento distante, che si è dissolto con l’arrivo della figlia, nata nel marzo 2024 dalla relazione con Suki Waterhouse.

Da quel momento, racconta l’attore, le sue giornate hanno assunto un ritmo completamente diverso. La gestione del tempo è diventata centrale, tra impegni di lavoro e nuove priorità domestiche. La routine è cambiata, così come il modo di guardare alle cose più semplici.

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La bambina è già entrata, a modo suo, nel mondo professionale del padre. Pattinson racconta con ironia che la figlia ha visto quasi tutti i suoi film, compreso Mickey 17, l’ultimo progetto di fantascienza. Nessuna reazione speciale, almeno per ora. «Non ricevo alcun rispetto», scherza.

La paternità, spiega, è una sensazione doppia: lo fa sentire più giovane e allo stesso tempo più vecchio. Un equilibrio strano, fatto di stanchezza e stupore continuo, che ha modificato il suo sguardo sulla vita quotidiana e su se stesso.

Pur restando molto riservato, Pattinson non nasconde quanto questa esperienza lo abbia spiazzato. Non per idealismi, ma per l’impatto concreto che ha avuto sulle sue abitudini, sul lavoro e sulla percezione del tempo che passa.