Truffa del Pos contactless, prelievi invisibili tra folla e trasporti: come funziona e come difendersi

Una tecnica silenziosa consente di sottrarre denaro con pagamenti contactless senza che la vittima se ne accorga. Basta un attimo in mezzo alla folla e il conto viene addebitato.

truffa contactless

Non serve alcun contatto fisico né una distrazione evidente. La sottrazione avviene in silenzio, mentre la vittima cammina o aspetta un mezzo pubblico. È quanto accaduto a un commercialista di San Giorgio a Cremano durante una giornata a Napoli: nessuna spinta, nessun urto, ma sul conto è comparso un pagamento da 50 euro.

La tecnica sfrutta il sistema contactless, quello che consente di pagare avvicinando la carta o il portafoglio allo strumento di incasso. I truffatori usano un Pos portatile collegato via bluetooth a uno smartphone e si muovono con rapidità in luoghi affollati, come autobus, metropolitane e strade turistiche.

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Il limite di 50 euro, previsto per le transazioni senza codice, diventa l’obiettivo del colpo. L’operazione richiede pochi secondi: avvicinarsi, rallentare il passo accanto alla vittima e allontanarsi subito dopo. Chi subisce il pagamento spesso se ne accorge solo controllando l’estratto conto.

Non si tratta di clonazione o di raggiri online. Il pagamento è reale e passa dai circuiti ufficiali, ma viene autorizzato a insaputa del titolare della carta. Per questo le segnalazioni sono difficili e i tempi di reazione ridotti.

Le forze dell’ordine consigliano portafogli schermati per bloccare le onde radio o, in alternativa, l’uso di sistemi di pagamento su smartphone protetti da impronta digitale o riconoscimento facciale. Sono strumenti che impediscono l’addebito senza uno sblocco attivo.

Le indagini seguono il percorso del denaro e portano spesso a carte prepagate e SIM intestate a prestanome. Gli investigatori valutano l’azione di gruppi organizzati e mantengono alta l’attenzione dopo segnalazioni arrivate anche dalla costiera sorrentina.