Cherubino restaurato a San Lorenzo in Lucina, le foto prima e dopo smentiscono il restauratore: scatta il caso Meloni

Un confronto fotografico riapre il caso del cherubino restaurato nella basilica romana di San Lorenzo in Lucina: l’immagine precedente ai lavori mostra tratti diversi. La polemica coinvolge il restauratore, la premier e le autorità ecclesiastiche.

cherubino restaurato

La fotografia scattata prima del restauro della cappella delle Anime Sante, nella basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma, mette in discussione la versione fornita da Bruno Valentinetti. L’83enne decoratore, responsabile dell’intervento, aveva sostenuto di aver semplicemente ricalcato l’immagine già presente, risalente a circa venticinque anni fa.

Osservando lo scatto antecedente ai lavori, il cherubino che sovrasta il busto di Umberto II di Savoia appare però diverso rispetto a quello oggi visibile. I lineamenti del volto, la resa dello sguardo e alcune proporzioni non coincidono con l’attuale versione, al centro delle polemiche per una presunta somiglianza con Giorgia Meloni.

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L’affresco era stato realizzato in occasione del Giubileo del 2000. Secondo quanto riferito dal monsignor Daniele Micheletti, l’opera si presentava già allora deteriorata dal tempo. Nonostante le condizioni compromesse, l’immagine documentata prima del restauro mostra caratteristiche che non trovano riscontro nella raffigurazione finale.

Alla diffusione delle immagini ha risposto direttamente la presidente del Consiglio. Giorgia Meloni ha condiviso la foto del cherubino sui social, accompagnandola con un commento ironico: «No, decisamente non somiglio a un angelo».

La vicenda ha provocato anche una reazione negli ambienti ecclesiastici. Il cardinale vicario di Roma, Baldo Reina, ha annunciato l’avvio immediato di verifiche per accertare eventuali responsabilità. Sono state aperte due indagini, una interna al Vicariato e una da parte della Soprintendenza.

In una nota ufficiale, la Diocesi di Roma ha ribadito la necessità di tutelare il patrimonio artistico e spirituale, ricordando che le immagini sacre non possono essere utilizzate in modo improprio o piegate a letture estranee alla loro funzione religiosa.