Cassiera licenziata per un detersivo da 2,90 euro dopo trent'anni di lavoro
Una sostituzione data per scontata, un flacone da pochi euro e una decisione drastica. A Grosseto una cassiera con trent’anni di servizio ha perso il lavoro per un detersivo da 2,90 euro non ripagato dopo una rottura accidentale.
Trent’anni di servizio nello stesso supermercato e un licenziamento arrivato per un episodio da pochi euro. È quanto accaduto a una cassiera poco più che cinquantenne, impiegata storica di un punto vendita di Grosseto, allontanata dall’azienda per non aver pagato un flacone di detersivo del valore di 2,90 euro.
I fatti risalgono allo scorso settembre. Al termine del turno la donna aveva fatto la spesa personale, passando regolarmente i prodotti alla cassa. Poco prima di uscire, uno dei flaconi acquistati le è scivolato dalle mani, rompendosi sul pavimento del negozio.
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Temendo che il liquido potesse creare pericolo ai clienti, la cassiera è rientrata per segnalare l’accaduto al responsabile. Dopo il confronto con il superiore, ha preso un altro flacone identico, convinta che la sostituzione fosse stata accettata, e ha lasciato il supermercato senza effettuare un nuovo pagamento.
Nei giorni successivi la vicenda ha cambiato direzione. La lavoratrice è stata convocata dalla direzione e si è vista notificare, per la prima volta nella sua carriera, una contestazione disciplinare. L’addebito riguardava il mancato pagamento del secondo detersivo.
Alla comunicazione, però, è seguita subito la misura più severa: licenziamento per giusta causa. Un incontro successivo non ha portato a ripensamenti da parte dell’azienda, che ha confermato la decisione.
La cassiera si è quindi rivolta alla Filcams Cgil, che ha scelto di sostenerla nella vertenza legale. Il caso è ora al vaglio del giudice del lavoro. Secondo il legale che assiste la donna, nessuno le avrebbe mai chiesto di tornare in cassa per pagare il prodotto né segnalato formalmente l’irregolarità.
Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato Marco Simiani, che ha definito il provvedimento ingiusto e sproporzionato, mettendo in discussione la legittimità di un licenziamento dopo trent’anni di servizio per un bene di valore così ridotto.