Torino, agente del reparto mobile aggredito durante gli scontri al corteo per Askatasuna
Un agente del reparto mobile resta isolato durante gli scontri a Torino e viene aggredito da un gruppo di incappucciati. Il racconto dall’ospedale, dove è ricoverato insieme ad altri colleghi feriti.
Si è trovato lontano dai colleghi, circondato da persone vestite di nero e con il volto coperto. Alessandro Calista, 29 anni, agente del reparto mobile di Padova, racconta così l’aggressione subita a Torino durante la manifestazione di sostegno al centro sociale Askatasuna, sgomberato nelle settimane scorse.
Il poliziotto, originario di Pescara, sposato e padre di un bambino, è rimasto bloccato in un controviale mentre la situazione degenerava. Nel caos ha perso il contatto con il reparto ed è finito a terra. In quel momento, dice, sono partiti calci e pugni. Il casco protettivo è volato via mentre cercava di coprirsi la testa.
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Alla violenza si sarebbero aggiunti anche colpi sferrati con un oggetto contundente. Tre, secondo il suo racconto, lo avrebbero raggiunto alla schiena. L’aggressione si è fermata solo quando un altro agente è tornato indietro, ha fatto scudo con il proprio equipaggiamento e ha permesso il recupero del collega.
Calista è stato portato in ospedale insieme ad altri cinque poliziotti rimasti feriti negli stessi disordini. Dal pronto soccorso ha risposto alle telefonate del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del capo della polizia Vittorio Pisani, spiegando di essere ancora sotto medicazione. Prima aveva chiamato la moglie per rassicurarla.
In serata al nosocomio sono arrivati anche il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, il presidente della Regione Alberto Cirio e il ministro Paolo Zangrillo per esprimere vicinanza agli agenti coinvolti negli scontri.
Le tensioni sono esplose a pochi metri dall’ex centro sociale e sono durate circa due ore. Un mezzo della polizia è stato dato alle fiamme, costringendo gli agenti ad abbandonarlo in fretta. In strada sono volati sassi di grandi dimensioni, bombe carta e fuochi d’artificio modificati, diretti verso lo schieramento delle forze dell’ordine.
Secondo le ricostruzioni, circa 700 appartenenti all’area antagonista hanno fronteggiato un tratto di strada di 150 metri presidiato dagli agenti. Le forze dell’ordine hanno usato lacrimogeni e idranti, mantenendo le distanze per evitare il contatto diretto.
Al corteo hanno preso parte circa 20mila persone. In testa si muovevano gruppi su monopattini, mentre lungo il percorso sono stati segnalati atti vandalici, tra cui danneggiamenti alle vetrine di una filiale bancaria.