Iran contro Ue, Teheran dichiara terroristi gli eserciti europei

L’Iran alza il livello dello scontro con l’Europa dopo la mossa di Bruxelles sui pasdaran, mentre sullo sfondo restano aperti i canali con Washington tra segnali di dialogo e pressioni militari.

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L’Iran ha reagito duramente alla decisione dell’Unione europea di inserire i Guardiani della Rivoluzione islamica nella lista delle organizzazioni terroristiche. Teheran ha annunciato che, in risposta, considera gli eserciti dei Paesi europei come gruppi terroristici.

L’annuncio è arrivato dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf durante una seduta ufficiale. Il presidente dell’Assemblea si è presentato in Aula indossando l’uniforme dei pasdaran, spiegando che la misura si fonda sull’Articolo 7 della legge iraniana sulle contromisure contro la designazione dell’Irgc come organizzazione terroristica.

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Nel frattempo dagli Stati Uniti arrivano segnali contrastanti. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che l’Iran sta dialogando con Washington in modo serio e che esiste la possibilità di un accordo sul nucleare. Parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, ha ribadito di aver rafforzato la presenza militare americana nella regione.

Trump ha detto di augurarsi un’intesa negoziata che porti Teheran a rinunciare alle armi nucleari, ammettendo però incertezza sull’esito dei colloqui. Commentando le posizioni di alcuni alleati regionali, ha riconosciuto che non tutti condividono la stessa lettura sugli effetti di un mancato intervento militare.

Da Teheran, le autorità della sicurezza nazionale parlano di passi avanti nei contatti con gli Stati Uniti, senza abbassare il livello di allerta. Washington ha infatti dispiegato un gruppo navale guidato dalla portaerei USS Abraham Lincoln nelle acque vicine all’Iran.

Il governo iraniano ha ribadito che risponderebbe a eventuali attacchi colpendo basi, navi e alleati americani nella regione, con particolare riferimento a Israele. Allo stesso tempo ha confermato la disponibilità a trattare sul programma nucleare, escludendo però missili e capacità difensive dai negoziati.

Il capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale Ali Larijani ha affermato che, nonostante il clima di tensione, la struttura dei colloqui sta avanzando e che le prospettive di un accordo restano aperte sul fronte nucleare.