Meloni ironizza sull'affresco a San Lorenzo in Lucina: Non sembro affatto un angelo

La premier ironizza sui social dopo le polemiche nate attorno a un affresco restaurato a Roma. Le opposizioni chiedono verifiche ufficiali, mentre dal centrodestra arrivano repliche dure e sarcastiche.

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Giorgia Meloni sceglie l’ironia per commentare la vicenda dell’affresco restaurato nella Basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma. Su Facebook, con una faccina sorridente, la presidente del Consiglio scrive: No, decisamente non somiglio a un angelo, riferendosi alla presunta somiglianza tra il suo volto e quello di un cherubino dipinto.

Nel post, Meloni pubblica anche l’immagine del dettaglio dell’affresco che ha acceso il dibattito. La foto, circolata online dopo un articolo di stampa, ha innescato in poche ore una polemica politica che si è spostata dal web alle istituzioni.

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Il Partito Democratico ha chiesto l’intervento del ministro della Cultura Alessandro Giuli, sollecitando l’attivazione della Soprintendenza di Roma. Secondo i dem, quanto emerso sul restauro non sarebbe accettabile e richiederebbe accertamenti immediati.

La capogruppo Pd in Commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi, ha parlato di una possibile violazione delle norme che regolano la tutela dei beni culturali. A suo avviso, un intervento che producesse un’immagine riconducibile a un volto contemporaneo configurerebbe una grave alterazione di un bene tutelato, in contrasto con criteri scientifici e storico-artistici.

Manzi ha quindi chiesto verifiche sulla regolarità dei lavori e, se necessario, il ripristino dell’opera. La tutela del patrimonio culturale, ha ribadito, resta un dovere pubblico che non può essere rinviato.

Alle richieste del Pd ha risposto Susanna Donatella Campione, senatrice di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Cultura a Palazzo Madama. La parlamentare ha definito la polemica un esempio di ossessione politica, accusando l’opposizione di vedere la premier ovunque.

Con toni sarcastici, Campione ha ipotizzato che qualcuno possa arrivare a chiedere l’inserimento di altri volti politici per “par condicio”. Poi l’affondo: mentre un’agenzia di rating internazionale riconosce il buon andamento del governo italiano, a sinistra si finirebbe per discutere persino degli affreschi di una chiesa.