Garlasco, l'amico di Andrea Sempio: Mai visto un episodio violento, è rimasto lo stesso da 20 anni

Un amico storico di Andrea Sempio parla in tv del caso Garlasco e difende il suo legame ventennale con lui, raccontando com’era a scuola e com’è rimasto nel tempo, tra ricordi, un video circolato in classe e il rapporto con gli investigatori.

garlasco amico

Un’amicizia che dura dalle superiori e che, a suo dire, non ha mai mostrato ombre. Mirko Crepaldi interviene sul caso di Garlasco raccontando il rapporto con Andrea Sempio, conosciuto nel 2003, all’inizio del percorso scolastico. Da allora, spiega, il legame non si è mai interrotto.

Crepaldi riferisce di essere stato convocato in caserma e di aver risposto alle domande degli investigatori, senza entrare nei dettagli. Dice di aver parlato per rispetto delle indagini e ribadisce di credere nell’innocenza dell’amico. Sottolinea di aver raccontato solo ciò che sapeva, attenendosi ai fatti.

Leggi anche Caso Garlasco, i genitori di Andrea Sempio sentiti per 7 ore: Mai corrotto nessuno

Tra i ricordi di scuola c’è un video girato durante una ricreazione, intorno alle 10 del mattino. Lo definisce una bravata tra ragazzi. Secondo lui, quel filmato all’epoca si diffuse tra molti compagni di classe. Aggiunge che né lui né Sempio avevano telefoni con videocamera, quindi il file sarebbe stato copiato altrove per poter essere visto su un computer.

Sul fatto che quel video sia stato trovato anche su un pc riconducibile a Chiara Poggi, Crepaldi dice di non sapere nulla. Si limita a ricostruire come circolavano i contenuti tra studenti in quegli anni, quando la condivisione passava spesso da supporti esterni o da computer a computer.

Dopo l’estate segnata dall’omicidio, racconta di aver ritrovato lo stesso ragazzo che conosceva prima. Nessun cambiamento evidente, nessun atteggiamento che gli sia apparso fuori posto. Sostiene che Sempio non gli avrebbe mai parlato di Chiara, né durante la scuola né negli anni successivi.

Alla domanda su eventuali comportamenti strani o discorsi fuori luogo, anche in ambito sessuale, risponde di no. Lo descrive come una persona rispettosa, attenta nel modo di esprimersi e nei rapporti con gli altri. Esclude anche qualsiasi forma di ostilità verso le donne.

Di Sempio evidenzia soprattutto l’autocontrollo. Dice di non ricordare scatti d’ira o episodi di violenza, nemmeno in situazioni di tensione. Per lui è sempre stato così: misurato, poco incline a reazioni impulsive, con un carattere che nel tempo non avrebbe subito trasformazioni.

La sua convinzione si basa proprio su questo: secondo Crepaldi, chi compie un delitto così grave difficilmente resta identico per vent’anni. Nel suo racconto, invece, l’amico conosciuto da adolescente sarebbe rimasto la stessa persona anche oggi.