Neonata uccisa con detergente acido, condanna a 30 anni per ex addetta di un asilo nido
Una donna che lavorava in un asilo nido è stata condannata in appello a 30 anni di carcere per la morte di una bambina di undici mesi, avvelenata con un detergente acido. I giudici hanno riconosciuto l’omicidio volontario.
La Corte d’Assise di Ain ha condannato Myriam Jaouen a trent’anni di reclusione al termine del processo d’appello durato tre giorni. I giudici hanno stabilito che la donna ha provocato in modo volontario la morte di Lisa, una bambina di undici mesi, nel giugno 2022.
Secondo quanto ricostruito in aula, la piccola ingerì una quantità consistente di un detergente domestico a base di acido mentre si trovava sotto la responsabilità della donna, che lavorava nella struttura per l’infanzia. Le lesioni interne causate dalla sostanza si rivelarono fatali.
In primo grado l’imputata era stata condannata a 25 anni di carcere per tortura e atti di barbarie sfociati nel decesso della bambina, ma senza il riconoscimento dell’intenzione di uccidere. In appello, invece, i magistrati hanno qualificato i fatti come omicidio volontario, aumentando la pena.
La decisione ribalta quindi l’impostazione iniziale del caso e attribuisce alla donna la responsabilità diretta e consapevole della morte della piccola, avvenuta all’interno dell’asilo nido dove prestava servizio.
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