Processo Giulio Regeni, la Consulta sblocca le consulenze e si torna in aula a febbraio
Il procedimento per la morte di Giulio Regeni tornerà in aula a febbraio. La Consulta ha stabilito che lo Stato dovrà anticipare le spese per i consulenti tecnici della difesa anche se gli imputati sono assenti e non hanno chiesto il gratuito patrocinio.
Il processo per il sequestro e l’omicidio di Giulio Regeni ripartirà a febbraio davanti alla Prima Corte d’Assise di Roma. Dopo il deposito della decisione della Corte costituzionale, gli atti torneranno ai giudici entro dieci giorni. In quella fase sarà fissata l’udienza per affidare gli incarichi ai consulenti tecnici.
La pronuncia della Consulta interviene su un nodo che aveva rallentato il dibattimento: il pagamento degli esperti nominati dalla difesa degli imputati, quattro ufficiali dei servizi di sicurezza egiziani, giudicati in assenza. Secondo i giudici costituzionali, in casi come questo lo Stato deve anticipare i compensi dei consulenti, anche se gli imputati non hanno chiesto il gratuito patrocinio. Se in futuro dovessero rendersi reperibili, le somme potranno essere recuperate.
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La sentenza, la numero 12, dichiara illegittima una parte dell’articolo 225 del codice di procedura penale per violazione del diritto di difesa previsto dall’articolo 24 della Costituzione. Il riferimento è ai procedimenti per reati collegati alla tortura, quando non è possibile dimostrare che l’imputato sia stato informato del processo a causa della mancata collaborazione del suo Stato.
La questione era stata sollevata proprio dalla Corte d’Assise di Roma durante il processo. Il collegio aveva disposto una perizia sulla traduzione di un documento in arabo ritenuto utile ai fini del giudizio. I difensori d’ufficio avevano chiesto di poter nominare un consulente di parte a carico dello Stato, contestando l’assenza di una norma che coprisse le spese in una situazione processuale così particolare.
La Corte costituzionale ha ricordato che quando servono competenze tecnico-scientifiche, il consulente diventa parte integrante della difesa. Negare questo supporto per ragioni economiche limita un diritto fondamentale. Diverso il caso dei processi celebrati in assenza per scelta dell’imputato, ma qui l’assenza dipende dalla mancata cooperazione dello Stato di appartenenza.
Con questa decisione si introduce quindi un meccanismo eccezionale di anticipazione delle spese da parte dell’erario, modellato su quanto già previsto per i difensori d’ufficio di imputati irreperibili. Intanto, secondo il calendario atteso, la requisitoria del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco potrebbe arrivare ad aprile.