Razzo cinese fuori controllo verso la Terra: rientro previsto oggi, Italia esclusa dal rischio

Un grande detrito spaziale cinese sta rientrando in modo incontrollato e potrebbe raggiungere la superficie terrestre oggi. Le ultime stime escludono l’Italia dalle aree a rischio, mentre prosegue il monitoraggio europeo.

razzo cinese

Un corpo spaziale cinese di circa 11 tonnellate è in fase di rientro incontrollato e potrebbe toccare il suolo entro l’ora di pranzo di venerdì 30 gennaio 2026. Le simulazioni orbitali più recenti indicano che l’Italia, inizialmente inserita tra le possibili zone coinvolte, non rientra più tra le aree esposte.

Il detrito è identificato come ZQ-3 R/B, uno stadio di razzo lungo all’incirca 13 metri. Dimensioni e massa aumentano la probabilità che alcune parti resistano al calore e all’attrito dell’atmosfera, con la possibilità che frammenti raggiungano il terreno.

Leggi anche Astronauti bloccati sulla Iss torneranno con SpaceX - rientro previsto a febbraio

I centri europei di sorveglianza spaziale spiegano che, in base all’inclinazione dell’orbita, il rientro potrebbe interessare porzioni degli Stati Uniti e dell’Europa centro-meridionale. Il servizio europeo di Space Surveillance and Tracking continua ad aggiornare le previsioni su traiettoria e orario.

Il centro operativo italiano, incaricato dell’analisi dei rientri per il programma europeo, sta affinando i calcoli per ridurre l’area di incertezza. In una fase iniziale erano finite sotto osservazione alcune regioni dell’Italia centrale, tra cui Lazio, Toscana e Umbria.

Nel resto d’Europa, le proiezioni includono ancora zone come Polonia e Regno Unito, ma con una probabilità di impatto ritenuta molto bassa. Le finestre temporali e geografiche restano comunque soggette a variazioni fino agli ultimi minuti prima del rientro.

Non è la prima volta che frammenti di razzi cinesi tornano a terra senza controllo. A dicembre 2024 parti di un vettore sono cadute in Kenya, mentre nel maggio 2020 detriti simili avevano raggiunto la Costa d’Avorio. In entrambi i casi si registrarono solo danni limitati, senza feriti.

Questi episodi hanno alimentato critiche da parte di diverse agenzie spaziali, che chiedono procedure più sicure per la gestione dei rientri. Di norma, quando possibile, i rientri vengono indirizzati verso il cosiddetto Punto Nemo, un’area remota dell’Oceano Pacifico lontana da rotte e centri abitati.

Non tutti i veicoli, però, possono essere guidati con precisione fino alla fase finale. Secondo stime diffuse in ambito aerospaziale, anche il telescopio spaziale Hubble potrebbe rientrare in modo naturale intorno al 2033, seguendo una dinamica simile a quella osservata per altri grandi oggetti in orbita bassa.