Mihajlovic, il ricordo di Viktorija sugli ultimi giorni in ospedale

Il ricordo dell’ospedale, gli odori, i corridoi e i piccoli rituali prima di entrare in stanza. Viktorija Mihajlovic affida ai social una lunga lettera dedicata al padre Sinisa, rievocando gli ultimi giorni trascorsi accanto a lui.

mihajlovic ricordo

Un luogo che non si cancella. Viktorija Mihajlovic torna con la memoria ai giorni passati in ospedale accanto al padre Sinisa, morto nel 2022 dopo aver affrontato una grave forma di leucemia. Sui social affida parole cariche di immagini precise, legate a spazi e sensazioni che le sono rimasti addosso.

Parla dell’odore del disinfettante, di quel profumo freddo che sentiva appena varcata la soglia e che sembrava seguirla anche fuori. Ricorda le scale percorse ogni giorno per evitare l’ascensore, descritto come buio e inquietante, e la sala d’attesa con le sedie di legno e i volti segnati di chi vive la stessa sospensione tra speranza e paura.

Leggi anche Ultimi giorni di maltempo - poi arriva il super caldo africano: le previsioni meteo

Ogni ingresso nella stanza del padre era preceduto da gesti ripetuti con attenzione: il camice, la mascherina, i copriscarpe, i capelli raccolti. Piccoli rituali prima di arrivare da Sinisa Mihajlovic. Nella mente restano anche dettagli quotidiani, come la finestra da cui si salutavano, sempre chiusa, e le due porte da attraversare prima di poterlo vedere.

Nella stanza la televisione rimaneva accesa, quasi a riempire i silenzi, mentre dall’altro padiglione arrivavano i panini alla mortadella presi al bar. Tra quei corridoi e quelle stanze, Viktorija custodisce momenti privati con il padre, frammenti che sceglie di non raccontare e che definisce fragili e preziosi.

Il ricordo dell’ospedale non è solo dolore. In quel contesto duro, scrive, sono riusciti comunque a vivere qualcosa di bello. Per questo decide di non voler dimenticare nulla, portando con sé tutto ciò che parla di lui, come parte di una memoria che non intende lasciare andare.