Guida dopo droga, la Consulta limita le sanzioni: serve un rischio reale per la sicurezza stradale

La Consulta chiarisce i limiti della norma sulla guida dopo l’assunzione di droga: sanzioni valide solo se le sostanze rilevate sono in quantità tale da poter compromettere la capacità di guida e mettere a rischio la sicurezza stradale.

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Chi si mette al volante dopo aver assunto stupefacenti può essere punito, ma solo se la situazione concreta è tale da rappresentare un pericolo per la circolazione. È il chiarimento arrivato dalla Corte costituzionale con la sentenza numero 10 del 2026, depositata oggi, sulla nuova versione dell’articolo 187 del codice della strada.

La modifica introdotta nel 2024 aveva eliminato il riferimento allo stato di alterazione psico-fisica. In passato la sanzione scattava per chi guidava in condizioni alterate dopo aver assunto droga. Con la riforma, invece, la norma colpisce la guida successiva all’assunzione di sostanze stupefacenti, senza menzionare in modo esplicito l’alterazione.

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Tre giudici avevano sollevato dubbi di legittimità costituzionale. Secondo loro, la nuova formulazione rischiava di punire anche chi avesse assunto droga molto tempo prima di guidare, persino giorni o settimane, includendo comportamenti privi di effetti reali sulla sicurezza stradale e creando disparità rispetto, per esempio, alle regole sull’alcol.

La Consulta non ha accolto queste obiezioni, ma ha imposto una lettura rigorosa della norma. Il punto centrale diventa la verifica del pericolo: non basta la semplice traccia di sostanza. Servono riscontri che colleghino la presenza di droga a una possibile compromissione delle capacità di guida, in linea con i principi di proporzionalità e offensività.

In pratica, non è più necessario dimostrare che il conducente fosse effettivamente alterato al momento del controllo. Occorre però accertare nei liquidi corporei quantità di sostanze che, per qualità e livello rilevato, risultino generalmente idonee — secondo le conoscenze scientifiche — a incidere sulle condizioni psico-fisiche di un assuntore medio.

Solo in questi casi la condotta diventa penalmente rilevante: quando la concentrazione individuata è tale da poter ridurre il controllo del veicolo e trasformarsi in un pericolo concreto per la sicurezza della circolazione.