Ue, piano su migrazione e asilo: centri multifunzionali e stretta sui visti
Nuovo piano Ue su migrazione e asilo: previsti centri “multifunzionali” lungo le rotte e regole più rigide sui visti per i Paesi che non collaborano sui rimpatri. Bruxelles prepara anche una revisione del Codice visti entro il 2026.
La Commissione europea mette sul tavolo una strategia valida cinque anni per ridisegnare la gestione di migrazione e asilo. Tra le novità c’è l’ipotesi di creare centri definiti “multifunzionali” o “polivalenti” lungo le principali rotte percorse da chi tenta di raggiungere l’Europa.
Queste strutture dovrebbero nascere in collaborazione con i Paesi partner e offrire diverse funzioni, dall’accoglienza alle procedure legate alla protezione. L’obiettivo è intervenire lungo tutto il percorso migratorio e rafforzare i sistemi locali, così da garantire tutele più vicine alle aree di origine.
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Il piano guarda anche agli strumenti diplomatici. Per la prima volta Bruxelles presenta una strategia dedicata ai visti, collegandoli in modo più diretto alla cooperazione sui rimpatri dei cittadini entrati irregolarmente nell’Unione.
Le regole attuali per i soggiorni brevi prevedono che i Paesi terzi riaccettino i propri cittadini senza diritto a restare nell’Ue. Ogni anno la Commissione valuta il livello di collaborazione, riferisce al Consiglio e avvia contatti con i governi interessati, seguendo quanto previsto dall’articolo 25 bis del Codice dei visti.
Se la cooperazione viene giudicata insufficiente, l’esecutivo europeo può proporre misure mirate. Tra queste rientrano la sospensione dei visti per ingressi multipli, tempi di esame delle domande più lunghi o un aumento dei costi per ottenere il documento.
La strategia prevede una revisione del meccanismo dell’articolo 25 bis nel quadro dell’aggiornamento legislativo del Codice dei visti, atteso nel 2026. L’idea è rendere lo strumento più rapido e adatto a reagire a peggioramenti improvvisi nella cooperazione sui rimpatri, tenendo conto degli interessi generali dell’Unione.
Secondo il commissario agli Affari Interni Magnus Brunner, questo approccio consentirà all’Ue di usare con maggiore efficacia la leva dei visti per ottenere risultati concreti sul fronte delle riammissioni.