Cavo Dragone: niente esercito Ue, Nato centrale e Russia prima minaccia

L’ammiraglio Cavo Dragone esclude un esercito Ue e rilancia la cooperazione con gli Usa. La Nato resta compatta, con la Russia indicata come minaccia centrale e l’Artico nuovo fronte strategico. Su Mosca: obiettivi mancati e passi lenti in Ucraina.

cavo dragone

L’idea di un esercito europeo non convince l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone. Al vertice del Comitato militare della Nato da un anno, l’ex capo di stato maggiore della Difesa invita piuttosto a rafforzare i legami militari tra Europa e Stati Uniti, considerati ancora il perno della sicurezza comune.

L’Alleanza, spiega, è abituata a rivedere sé stessa. Succede da decenni, adattandosi a scenari che cambiano. I principi restano gli stessi: difesa collettiva, libertà, democrazia. Anche davanti alle uscite di Donald Trump, Cavo Dragone non vede fratture: dopo le tensioni, sostiene, la Nato esce più compatta e solida.

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Il quadro strategico ruota attorno alla Russia. Dal 2022 Mosca è tornata al centro delle valutazioni militari e guida le scelte operative. La deterrenza resta la linea da seguire. Gli Stati Uniti hanno spinto per una ripartizione più equa dei costi della difesa e, secondo l’ammiraglio, il messaggio è stato recepito: i Paesi europei aumentano le spese e sono chiamati ad assumere più responsabilità sul piano operativo.

Tra le aree osservate con attenzione c’è l’Artico. Lo scioglimento dei ghiacci apre nuove rotte e rende accessibili risorse finora irraggiungibili. Mosca si muove da tempo: basi riattivate dopo anni di inattività e test di armamenti segnalano un interesse che va oltre la presenza simbolica.

Sul conflitto in Ucraina, l’analisi è netta. L’avanzata russa procede a ritmo ridotto e, secondo Cavo Dragone, il Cremlino non ha centrato gli obiettivi iniziali. L’idea di piegare rapidamente Kiev e sfruttare una presunta debolezza occidentale si è scontrata con una reazione che ha reso la Nato più unita rispetto al passato.