Lavoro, le libere professioni più pagate in Italia tra sanità, tecnici e creator digitali
Le Partite Iva che guadagnano di più in Italia lavorano nella sanità, nei settori tecnici e nel digitale. Un’indagine su oltre 40mila autonomi fotografa redditi medi, nuove professioni in crescita e differenze tra uomini e donne.
I medici specialisti guidano la classifica dei lavoratori autonomi con i fatturati medi più alti. Cardiologi, radiologi e pediatri arrivano a 58.365 euro l’anno. Subito dietro si collocano le attività legate a cinema, video e programmi tv, che raggiungono in media 40.822 euro.
Nel gruppo delle professioni tecniche spiccano gli elettricisti specializzati in impiantistica, con 40.062 euro medi. Un dato che conferma il peso delle competenze pratiche nel tessuto produttivo e civile. Restano su cifre simili anche ingegneri (39.136 euro), dentisti (38.242 euro) e infermieri (37.470 euro).
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Cresce con forza l’area dei content creator. Chi lavora con influencer marketing e produzione di contenuti digitali registra un fatturato medio di 39.947 euro, con un aumento del 23% rispetto all’anno precedente, la variazione più alta tra le categorie osservate.
Andamenti positivi anche per operatori immobiliari per conto terzi, formatori sportivi e agenti assicurativi, tutti con incrementi a doppia cifra. Per molti autonomi la scelta della Partita Iva nasce dal desiderio di gestire tempi e attività in modo diretto; tra i più giovani pesano anche merito e qualità della vita.
L’indipendenza però ha un costo sul piano personale. Diversi professionisti segnalano livelli elevati di stress, ansia e burnout, legati a pressione fiscale e tutele limitate in caso di malattia o maternità. Nonostante questo, l’83% degli intervistati si dice soddisfatto e non valuta il ritorno al lavoro dipendente.
Resta marcato il divario di genere tra le Partite Iva. Gli uomini guadagnano in media il 18,3% in più delle donne, con uno scarto che cresce tra i 25 e i 35 anni. Nel manifatturiero le differenze sono più ampie, mentre nei servizi di alloggio e ristorazione i redditi femminili superano quelli maschili del 26,2%.