Sport e salute mentale, l'attività fisica da prescrivere contro ansia e depressione
L’attività fisica può aiutare a ridurre ansia e depressione e andrebbe prescritta dai medici come parte della terapia. Psichiatri italiani rilanciano il ruolo dello sport per cervello, umore e relazioni sociali, con benefici dimostrati anche nei giovani.
Non solo muscoli, ma anche cervello. Lo sport entra nel dibattito medico come possibile strumento terapeutico per ansia e depressione. Gli specialisti chiedono che l’attività fisica non resti un semplice consiglio, ma diventi parte strutturata dei percorsi di cura.
L’appello arriva dalla Società italiana di neuropsicofarmacologia durante il congresso nazionale in corso a Milano. Gli psichiatri parlano di basi scientifiche solide: il movimento agisce sui sistemi di dopamina e serotonina, meccanismi chiave nella regolazione dell’umore e dei disturbi depressivi.
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Per i clinici serve una vera prescrizione: tipo di attività, durata, frequenza e obiettivi chiari. Non basta dire “fai movimento”. L’esercizio viene indicato come intervento che incide anche su isolamento e solitudine, condizioni che pesano sia sulla salute psichica sia su quella fisica.
I numeri spingono a intervenire. Negli ultimi 8–10 anni i disturbi mentali sono cresciuti di oltre il 30%. Le fasce più esposte risultano adolescenti, giovani adulti, anziani e donne. Gruppi diversi, ma accomunati da una maggiore vulnerabilità sul piano emotivo e relazionale.
Tra i giovani, una metanalisi dell’università del Sichuan pubblicata sul Journal of Affective Disorders indica che anche piccoli aumenti di attività fisica riducono il rischio di depressione. I ragazzi attivi mostrano un rischio inferiore tra il 15% e il 22% rispetto ai coetanei sedentari.
L’effetto protettivo emerge anche con impegni contenuti: circa 20 minuti di attività moderata tre volte a settimana risultano associati a una riduzione statisticamente significativa del rischio depressivo durante l’adolescenza, fase delicata per lo sviluppo del cervello.
Negli adulti, una metanalisi su quasi 70mila persone pubblicata su Psychiatry Research segnala che l’esercizio fisico attenua i sintomi d’ansia con effetti moderati e costanti. Circa il 40% dei pazienti con livelli elevati di ansia registra un miglioramento clinicamente rilevabile dopo programmi strutturati.
I benefici toccano più aspetti: minore reattività allo stress, sonno più regolare, funzioni cognitive più efficienti. Aerobica o esercizi di resistenza, la disciplina conta meno del fatto di muoversi con regolarità e scaricare la tensione accumulata.
Gli esperti ricordano che effetti positivi sul benessere mentale si osservano anche guardando grandi eventi sportivi. La visione delle competizioni attiverebbe meccanismi di partecipazione emotiva e ridurrebbe la percezione di isolamento, con ricadute sul clima psicologico collettivo.
L’indicazione è integrare stabilmente l’attività motoria nei trattamenti psichiatrici, accanto a farmaci e psicoterapia. Il movimento viene descritto come elemento capace di sostenere la plasticità neuronale e rafforzare l’efficacia degli interventi già in uso.