Trump minaccia l'Iran: Il tempo è finito. Teheran pronta a reagire

Nuova escalation tra Washington e Teheran: Trump lancia un ultimatum sul nucleare iraniano e minaccia un attacco più duro di quello di giugno. Dura la replica dell’Iran, che promette una risposta militare immediata in caso di offensiva Usa.

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Donald Trump torna ad alzare la pressione su Teheran e fissa un ultimatum: l’Iran deve accettare un accordo sul nucleare oppure rischia un’azione militare più pesante di quella condotta a giugno contro i siti atomici. Il messaggio è arrivato via social, con un avvertimento diretto sulla scadenza ormai vicina.

L’ex presidente Usa ha parlato della necessità di un’intesa che escluda armi nucleari e sia vantaggiosa per tutte le parti. Ha ricordato l’operazione di giugno, indicata come causa di “gravi distruzioni”, e ha avvertito che un eventuale nuovo intervento sarebbe “molto peggiore”. Nel messaggio ha citato anche una vasta forza navale diretta verso l’area, descritta come pronta a intervenire rapidamente.

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Il clima si è irrigidito ulteriormente con le parole del segretario di Stato Marco Rubio, intervenuto davanti alla commissione Esteri del Senato. Secondo lui, l’Iran attraversa una fase di forte debolezza interna, con un’economia in crisi e proteste che il governo fatica a gestire. Rubio ha aggiunto che un possibile cambio ai vertici del potere renderebbe lo scenario ancora più complesso.

La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha ribadito la disponibilità a un accordo nucleare definito equo e basato sul rispetto reciproco, ma ha avvertito che le forze armate iraniane sono pronte a reagire subito a qualsiasi attacco contro il territorio nazionale.

Araghchi ha richiamato anche l’esperienza della recente guerra durata dodici giorni, sostenendo che abbia rafforzato la capacità militare iraniana. Ha inoltre negato che l’Iran punti a dotarsi di armi nucleari, affermando che non rientrano nella dottrina difensiva del Paese.

Dalla rappresentanza iraniana alle Nazioni Unite è arrivato un altro messaggio duro: gli interventi militari americani in Afghanistan e Iraq sono stati citati come esempi di costi enormi in termini economici e di vite umane. L’Iran, è stato scritto, è disposto a trattare ma pronto a difendersi se attaccato.

Ancora più netto l’avvertimento del consigliere della Guida Suprema, Ali Shamkhani. Ha parlato di “illusione” riguardo a un eventuale attacco limitato, sostenendo che qualsiasi azione militare statunitense verrebbe considerata l’inizio di una guerra, con una risposta immediata e su larga scala.