Omicidio Meredith Kercher, la famiglia attacca il documentario su Amanda Knox
Nuovo scontro sul caso Meredith Kercher dopo l’uscita di un documentario sul ritorno in Italia di Amanda Knox. La famiglia della studentessa uccisa parla di dolore riaperto e critica l’esposizione mediatica della vicenda.
L’uscita del documentario “Bocca del lupo”, dedicato al ritorno in Italia di Amanda Knox, riporta al centro una delle vicende giudiziarie più note degli ultimi anni. Il legale della famiglia di Meredith Kercher, l’avvocato Francesco Maresca, contesta la scelta di tornare ancora una volta su una storia che per i parenti della studentessa inglese resta un dolore vivo.
Secondo il legale, Knox oggi ha una vita diversa rispetto al passato, ma continua a riportare l’attenzione su Meredith. La giovane britannica fu uccisa a Perugia la sera del 1° novembre 2007. Per la famiglia, ogni nuova produzione che ripercorre quei fatti riapre una ferita mai chiusa.
Leggi anche La vera storia di Amanda Knox: su Disney+ la serie sul delitto di Meredith Kercher
Il film segue il recente viaggio in Italia dell’americana e l’incontro diretto con Giuliano Mignini, l’ex pubblico ministero che coordinò le indagini sull’omicidio. Nel trailer compaiono immagini d’archivio del caso, insieme ai volti dei protagonisti della lunga vicenda giudiziaria. Knox ha descritto il progetto come il lavoro più personale realizzato finora.
Per Maresca, quell’incontro, avvenuto anni dopo i processi, era già apparso difficile da comprendere. Riproporlo in un documentario viene visto come un’ulteriore esposizione mediatica di un episodio che ha segnato in modo profondo la famiglia Kercher.
“Bocca del lupo” è il debutto alla regia di Christopher Robinson, marito di Knox, poeta e scrittore. I due figurano anche tra i produttori. Le musiche originali sono eseguite dalla stessa Knox, che nel film racconta come la musica l’abbia aiutata durante gli anni trascorsi in carcere.
La vicenda giudiziaria dell’americana è complessa. Arrestata con l’accusa di aver preso parte all’omicidio, fu condannata in primo grado, poi assolta in appello e scarcerata dopo quasi quattro anni di detenzione. L’assoluzione definitiva per l’omicidio è arrivata nel 2015, al termine di un percorso processuale articolato che ha coinvolto anche la Corte europea dei diritti dell’uomo.
Resta invece definitiva la condanna per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba, accusa che Knox ha sempre respinto. Nel 2022 è tornata per la prima volta a Perugia, avviando un confronto con Mignini che rappresenta uno dei fili centrali del documentario.
Per la famiglia Kercher, questa nuova produzione si inserisce in una lunga serie di libri, interviste e progetti che riportano ciclicamente sotto i riflettori la tragedia. Knox oggi è madre di due figli, nati nel 2021 e nel 2023, e vive con il marito, ma il caso Meredith continua a occupare spazio nel racconto pubblico della sua vita.