Guerra Ucraina Russia, 1,8 milioni di soldati morti feriti o dispersi dall'inizio del conflitto

Quasi 1,8 milioni di militari fuori combattimento tra Russia e Ucraina dall’inizio dell’invasione: morti, feriti e dispersi secondo uno studio americano. Perdite altissime, reclutamenti forzati e nuovi territori contesi mentre si muovono anche le trattative.

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Il bilancio umano della guerra tra Russia e Ucraina cresce mese dopo mese. Dall’inizio dell’invasione, nel febbraio 2022, quasi 1,8 milioni di militari dei due Paesi risultano uccisi, feriti o dispersi. La stima arriva da uno studio del Center for Strategic and International Studies di Washington, basato anche su valutazioni di governi occidentali.

Le perdite russe sarebbero le più pesanti: circa 1,2 milioni di uomini fuori combattimento. Tra questi, i soldati morti sarebbero quasi 325mila. Solo nell’ultimo anno Mosca avrebbe registrato 415mila tra morti e feriti, numeri che non si vedevano per una grande potenza dalla Seconda guerra mondiale.

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Dal lato ucraino, il totale stimato è vicino ai 600mila militari tra caduti, feriti e dispersi. I morti, secondo lo studio, oscillano tra 100mila e 140mila. Kiev combatte con forze inferiori e con un bacino demografico molto più ridotto rispetto all’avversario.

Mosca mantiene il volume delle truppe grazie alla leva e a campagne di reclutamento mirate. Tra i nuovi arruolati figurano detenuti e persone indebitate, attratte da incentivi economici. A supporto delle forze russe ci sarebbero anche circa 15mila militari nordcoreani, con centinaia di caduti segnalati dall’intelligence sudcoreana.

Sul terreno, il capo di Stato maggiore russo Valery Gerasimov ha parlato di avanzate su tutti i fronti durante una visita alle unità impegnate nell’est dell’Ucraina. Dall’inizio di gennaio, secondo Mosca, sarebbero stati conquistati 17 insediamenti e oltre 500 chilometri quadrati di territorio.

Il ministero della Difesa russo afferma di controllare ora Novo-Yakovlevka, nella regione di Zaporizhzhia, e Kupyansk-Uzlovaya, nell’area di Kharkiv. Le operazioni proseguono lungo una linea del fronte che resta ampia e instabile.

Intanto si muove anche il fronte diplomatico. Le garanzie di sicurezza statunitensi per l’Ucraina, secondo indiscrezioni, sarebbero legate all’accettazione da parte di Kiev di un piano di pace che includerebbe il ritiro delle forze ucraine dal Donbass, anche nelle zone non occupate dai russi.

Washington sarebbe pronta a fornire ulteriori sistemi d’arma a Kiev dopo la fine della guerra, ma solo nel quadro dello stesso piano. Nei giorni scorsi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che un documento sulle garanzie di sicurezza Usa per il periodo postbellico è stato definito ed è pronto per la firma.