Orologio dell'Apocalisse, lancette a 85 secondi dalla mezzanotte
Le lancette simboliche che misurano il rischio globale avanzano ancora: tensioni nucleari, crisi climatica e caos informativo spingono l’umanità più vicina a uno scenario di catastrofe.
L’Orologio dell’Apocalisse segna il punto più vicino di sempre alla mezzanotte, soglia simbolica della catastrofe globale. Il Bulletin of the Atomic Scientists ha portato le lancette a 85 secondi dallo scoccare dell’ora critica, quattro secondi in meno rispetto all’anno precedente, indicando un peggioramento del quadro internazionale.
Alla base della decisione pesano l’instabilità legata alle armi nucleari, l’aggravarsi della crisi climatica e la diffusione sistemica della disinformazione. L’organizzazione, nata all’inizio della Guerra Fredda, ha valutato il contesto insieme a un comitato scientifico che comprende anche premi Nobel, rilevando un clima globale sempre più conflittuale e competitivo tra le grandi potenze.
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Secondo gli esperti, gli Stati Uniti, la Russia, la Cina e altri attori di primo piano mostrano atteggiamenti più aggressivi e nazionalisti, mentre si indeboliscono i meccanismi di cooperazione internazionale. Questo scenario, spiegano, riduce gli argini contro un possibile conflitto atomico e rende più difficili azioni coordinate contro il cambiamento climatico, i rischi biotecnologici e le applicazioni incontrollate dell’intelligenza artificiale.
Un punto critico riguarda la prossima scadenza del trattato New Start tra Washington e Mosca. Gli scienziati avvertono che, per la prima volta dopo decenni, potrebbe mancare un limite condiviso alla corsa agli armamenti strategici. Il pericolo, spiegano, è l’avvio di una nuova fase di accumulo nucleare senza controlli, in un contesto politico già segnato da tensioni e mosse unilaterali.
Il consiglio del Bulletin ha espresso preoccupazione anche per l’uso della forza in operazioni interne negli Stati Uniti e per scelte politiche che mettono in discussione impegni multilaterali. Parallelamente, i livelli record di CO2 in atmosfera indicano un’accelerazione del riscaldamento globale proprio mentre diversi governi ridimensionano le politiche climatiche.
Un ulteriore elemento di rischio è la crisi della fiducia nell’informazione. La diffusione virale di contenuti falsi o manipolati, favorita dalle piattaforme digitali, viene descritta come una minaccia trasversale capace di amplificare divisioni e tensioni. In questo contesto, avvertono gli scienziati, la distorsione della realtà pubblica può influenzare decisioni politiche e strategie di sicurezza, aggravando tutte le altre emergenze globali.