Jessica Moretti e il servizio con champagne al Constellation: Scelte del personale, mai percepito rischi

La titolare del locale ricostruisce davanti ai magistrati le modalità del servizio con champagne e candele, respingendo le accuse di responsabilità e di pressioni sui dipendenti dopo l’incendio.

jessica moretti

Durante l’ultimo interrogatorio con i procuratori e i legali delle famiglie coinvolte, Jessica Moretti ha attribuito al personale la decisione di adottare il servizio dello champagne con bottiglia e candela pirotecnica, noto come “stile Constellation”. Secondo la sua versione, si trattava di una scelta autonoma dei camerieri, legata al clima festoso e alla confidenza con alcuni clienti.

L’imprenditrice ha spiegato che quel tipo di presentazione veniva concordato di volta in volta tra i dipendenti. In particolare, la cameriera Cyane Panine, poi deceduta, avrebbe svolto quel servizio per iniziativa personale. Moretti ha ribadito di non essere mai intervenuta perché, in oltre dieci anni di attività, non aveva mai ritenuto quella pratica pericolosa.

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Rispondendo sulle cause dell’incendio che ha coinvolto il soffitto del locale, la titolare ha sostenuto che, se avesse anche solo immaginato un rischio, avrebbe immediatamente vietato l’uso delle candele. A suo dire, non esistevano precedenti o segnali che potessero far prevedere un simile esito.

Sul fronte giudiziario, l’avvocata Nina Fournier, che rappresenta alcune famiglie delle vittime, ha riferito di una presunta riunione organizzata pochi giorni dopo il rogo con dipendenti ed ex dipendenti dei locali della famiglia Moretti. L’incontro, secondo la legale, sarebbe stato finalizzato a orientare le testimonianze. Jessica Moretti ha però respinto l’accusa, affermando che nessuna convocazione è stata promossa dalla proprietà e che l’eventuale riunione sarebbe avvenuta su iniziativa autonoma dei lavoratori.