Reclutava cecchini sui social per uccidere Trump, arrestata bibliotecaria in West Virginia
Un video su TikTok e un messaggio ritenuto una minaccia hanno portato all’arresto di una bibliotecaria del West Virginia, accusata di aver incitato online all’uccisione del presidente degli Stati Uniti.
Una donna di 39 anni residente a Ripley, in West Virginia, è finita in manette con l’accusa di aver tentato di spingere altre persone a compiere un attentato contro il presidente Donald Trump attraverso i social network.
L’indagine è partita dopo la pubblicazione di un video su TikTok in cui la donna, identificata come Morgan L. Morrow, avrebbe inserito un messaggio giudicato dalle autorità come un chiaro incitamento alla violenza. Nel testo, secondo quanto riportato negli atti, si faceva riferimento alla possibilità di trovare un cecchino disposto ad agire.
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Gli inquirenti hanno interpretato quella frase come una minaccia diretta al presidente, ritenendo che il contenuto fosse idoneo a stimolare terzi a compiere un atto violento. La denuncia penale sottolinea il contesto e il linguaggio utilizzato, considerati incompatibili con una semplice opinione politica.
Durante l’interrogatorio, Morrow avrebbe riconosciuto che il messaggio era rivolto esplicitamente a Donald J. Trump, precisando però di non avere alcuna intenzione di agire in prima persona.
Lo sceriffo della contea di Jackson, Ross Mellinger, ha chiarito che affermazioni di questo tipo vengono trattate con la massima severità perché possono incoraggiare comportamenti estremi, ricordando che la critica al governo è legittima, mentre l’istigazione alla violenza rappresenta un confine invalicabile.
La biblioteca pubblica della contea ha preso pubblicamente le distanze dall’operato della dipendente. La donna resta detenuta nel carcere regionale del South Central, senza possibilità di cauzione, mentre l’inchiesta prosegue.