Maturità 2026, attesa per le materie: imminente l'annuncio del ministero

L’avviso di manutenzione sul portale del Ministero riaccende l’attesa per le materie della Maturità 2026. Tra novità sull’orale, date ufficiali e nuove regole, gli studenti si preparano a un passaggio chiave dell’anno scolastico.

maturità 2026

Un breve avviso tecnico è bastato a riaccendere l’attenzione di migliaia di studenti. Nella sezione dedicata all’esame di Stato sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito è comparso un messaggio di manutenzione programmata, lo stesso che tradizionalmente precede la pubblicazione delle materie della Maturità 2026. Un segnale che lascia intendere una comunicazione ormai vicina.

La normativa stabilisce che il decreto con l’elenco delle discipline d’esame venga diffuso entro il 31 gennaio, termine che dall’anno scolastico 2025/2026 assume carattere vincolante. Il provvedimento definirà le materie della seconda prova scritta, diverse per ciascun indirizzo di studi, e le quattro discipline oggetto del colloquio orale, introdotte con la nuova riforma.

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Il calendario delle prove è già fissato: la prima prova scritta, comune a tutti gli indirizzi, è in programma per il 18 giugno 2026. Il giorno successivo si svolgerà la prova di indirizzo, mentre i colloqui orali partiranno nelle settimane successive secondo il calendario stabilito dalle singole commissioni.

La principale novità riguarda proprio l’orale. Dalla Maturità 2026 non sarà più un colloquio esteso a tutte le materie dell’ultimo anno, ma si concentrerà su quattro discipline selezionate dal ministero. Le altre materie continueranno a incidere attraverso il credito scolastico del triennio, che contribuisce al punteggio finale.

Restano confermate anche le nuove regole sull’obbligo di sostenere tutte le prove. Chi rifiuta volontariamente di affrontare uno scritto o l’orale viene automaticamente escluso dal superamento dell’esame. La norma distingue però i casi di protesta consapevole dalle situazioni di difficoltà emotiva, come blocchi o stati d’ansia durante il colloquio.

Novità anche nella composizione delle commissioni, che saranno formate da cinque membri: due commissari interni, due esterni e un presidente esterno. Una struttura più snella rispetto al passato, pensata per semplificare l’organizzazione e ridurre i costi complessivi.

Durante il colloquio troveranno spazio anche l’educazione civica, i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento e il curriculum dello studente. La commissione potrà valutare anche attività extrascolastiche ritenute significative, che entrano a far parte del profilo complessivo del candidato.

Tra gli elementi simbolici introdotti dalla riforma c’è infine il ritorno alla denominazione ufficiale di “esame di Maturità”, scelta che accompagna il nuovo impianto dell’esame e ne ribadisce il valore nel percorso scolastico degli studenti.