Giorno della Memoria, istituzioni unite contro antisemitismo e leggi razziali
Il 27 gennaio l’Italia ricorda la Shoah tra cerimonie istituzionali, scuole in silenzio e luoghi simbolo illuminati. Dal Quirinale ai messaggi del governo, forte la condanna dell’antisemitismo e della complicità del fascismo nelle persecuzioni.
Bandiere a mezz’asta a Palazzo Madama, il Colosseo acceso in serata e momenti di raccoglimento negli istituti scolastici segnano il 27 gennaio, data che richiama la liberazione di Auschwitz-Birkenau nel 1945 e la rivelazione al mondo dell’universo concentrazionario nazista. Al Quirinale si sono riunite le massime cariche dello Stato per la ricorrenza dedicata alla Memoria della Shoah.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato di un orrore che continua a interrogare le coscienze, sottolineando come il racconto delle vittime e dei carnefici, a decenni di distanza, mantenga intatta la sua forza sconvolgente. Ha espresso riconoscenza alla senatrice a vita Liliana Segre per la testimonianza offerta negli anni, condannando con fermezza razzismo e antisemitismo, definiti fenomeni pericolosi che richiedono una risposta rigorosa anche a livello europeo.
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Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e vari membri dell’esecutivo. La premier ha richiamato l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz come momento di svolta nella storia del Novecento, quando si rese evidente la portata della macchina di sterminio nazista, responsabile della deportazione e dell’uccisione di milioni di ebrei europei.
Meloni ha ricordato i nomi delle vittime e il valore delle testimonianze dei sopravvissuti e dei loro familiari, rendendo omaggio ai Giusti che misero a rischio la propria vita per salvare altre persone. Ha inoltre ribadito la condanna della complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti e nelle deportazioni, richiamando il peso storico delle leggi razziali del 1938.
Nel suo intervento, la presidente del Consiglio ha evidenziato come l’antisemitismo non sia scomparso, ma riemerga con modalità nuove e aggressive, richiedendo un impegno costante per contrastare ogni forma di odio capace di minare libertà, rispetto e coesione sociale.
Messaggi analoghi sono arrivati da altri rappresentanti istituzionali. Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto ha indicato in un’Europa coesa uno strumento fondamentale per difendere la dignità umana, mentre la ministra del Turismo Daniela Santanchè e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi hanno richiamato, anche sui social, la necessità di mantenere viva la memoria del genocidio degli ebrei.
Piantedosi ha sottolineato che il 27 gennaio non è una ricorrenza formale, ma un richiamo concreto a contrastare l’indifferenza, terreno fertile per il ripetersi del male. Ha ribadito l’impegno a combattere i reati d’odio e a coinvolgere le giovani generazioni, indicando nella Memoria uno strumento essenziale per difendere pace e convivenza civile.
Anche la segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha ricordato che fare memoria significa vigilare contro ogni forma di discriminazione. Ha richiamato lo sterminio di oltre sei milioni di ebrei e di altre categorie perseguitate, tra cui rom e sinti, persone con disabilità, omosessuali e oppositori politici, evidenziando il dovere di contrastare ogni tentativo di revisionismo e ogni rigurgito antisemita.