Curare i nipoti aiuta il cervello: studio sul legame tra nonni e salute cognitiva

Prendersi cura dei nipoti non è solo un aiuto per la famiglia: per molti over 65 può tradursi in un vantaggio concreto per la mente, con effetti positivi su memoria e linguaggio secondo nuovi dati scientifici.

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Occuparsi dei più piccoli potrebbe rappresentare un alleato inatteso contro il declino cognitivo. Una ricerca scientifica ha osservato che il coinvolgimento dei nonni nella vita quotidiana dei nipoti si associa a prestazioni mentali migliori in età avanzata, in un contesto sociale in cui gli over 65 svolgono un ruolo sempre più centrale nel sostegno familiare.

L’indagine è stata guidata da Flavia Chereches dell’Università di Tilburg, nei Paesi Bassi, con l’obiettivo di chiarire se l’impegno nella cura dei nipoti potesse offrire benefici anche a chi presta assistenza. L’attenzione degli studiosi si è concentrata sulla possibile relazione tra accudimento e salute delle funzioni cognitive, come memoria e capacità verbali.

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I dati analizzati provengono da 2.887 nonni sopra i 50 anni, età media 67, coinvolti nell’English Longitudinal Study of Ageing. Tra il 2016 e il 2022 i partecipanti hanno compilato questionari e sostenuto test mentali in tre diverse occasioni. Le domande riguardavano la presenza di attività di cura svolte nell’anno precedente, includendo situazioni come sorveglianza notturna, assistenza in caso di malattia, gioco, supporto scolastico, accompagnamenti e preparazione dei pasti.

Dall’elaborazione delle informazioni è emerso che chi si dedicava ai nipoti otteneva punteggi più alti nei test di memoria e fluidità del linguaggio rispetto a chi non forniva questo tipo di aiuto. Il risultato restava stabile anche tenendo conto di variabili come età, condizioni di salute e altri fattori personali.

Un dato specifico riguarda le nonne impegnate nell’assistenza: nel corso degli anni monitorati hanno mostrato un calo più contenuto nelle prove cognitive rispetto alle coetanee non coinvolte nella cura dei bambini. L’effetto osservato non sembrava dipendere in modo diretto né dal numero di ore dedicate né dal tipo preciso di attività svolte.

Secondo i ricercatori, l’elemento più rilevante appare legato all’esperienza complessiva di essere nonni attivi nella cura dei nipoti. Il contesto familiare, il clima relazionale e il modo in cui questo impegno viene vissuto possono influire sull’impatto dell’attività di assistenza, che potrebbe assumere caratteristiche diverse in ambienti percepiti come di sostegno rispetto a situazioni considerate più gravose.