Neonati sepolti, perizia psichiatrica: Chiara Petrolini ritenuta capace di intendere e volere

La perizia psichiatrica stabilisce che la giovane accusata dell’uccisione e sepoltura dei due neonati era capace di intendere e volere. Nessuna patologia mentale rilevata, secondo le esperte incaricate dalla Corte.

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Chiara Petrolini è stata giudicata capace di intendere e di volere al momento dei fatti contestati. La valutazione emerge dalla perizia psichiatrica richiesta dalla Corte d’Assise di Parma nell’ambito del procedimento che la vede imputata per la morte e l’occultamento dei corpi dei due figli neonati.

L’elaborato tecnico è stato redatto dalle specialiste Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli, incaricate di approfondire le condizioni psichiche della 22enne. Dalle verifiche non sarebbero emerse patologie psichiatriche tali da compromettere la capacità di comprendere le proprie azioni o di autodeterminarsi nel periodo in cui si sarebbero verificati gli eventi.

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I due bambini, secondo quanto ricostruito, erano nati in momenti diversi: uno nell’aprile 2023 e l’altro nell’agosto 2024. Entrambi sarebbero stati poi sepolti nel giardino dell’abitazione familiare, circostanza al centro dell’impianto accusatorio.

A riferire l’esito dell’accertamento è l’avvocata Monica Moschioni, legale che assiste Samuel Granelli, padre dei piccoli, costituitosi parte civile nel processo. La professionista ha spiegato che le conclusioni delle consulenti indicano anche l’idoneità dell’imputata a partecipare consapevolmente al giudizio.

La relazione peritale rappresenta un passaggio rilevante nel procedimento, perché esclude che disturbi mentali abbiano inciso sulla responsabilità penale della giovane al momento dei fatti oggetto di contestazione.