Giovanni Musu ucciso a coltellate e dato alle fiamme, fermato un sospettato: restano nodi sul movente
Dieci coltellate e il tentativo di bruciare il corpo per cancellare le tracce: Giovanni Musu, trovato senza vita in un parco. Arrestato un uomo già noto alle forze dell’ordine, mentre restano dubbi su movente e possibili complicità.
Un’aggressione di estrema violenza, seguita da un goffo tentativo di distruggere le prove con il fuoco. A diversi giorni dal ritrovamento del corpo di Giovanni Musu, 53 anni, le indagini hanno registrato un passaggio decisivo con il fermo di un uomo ritenuto coinvolto nell’omicidio.
Il cadavere era stato scoperto in una zona appartata del parco del Colle di Rosmarino, in un’area verde della città. Gli accertamenti medico-legali hanno delineato un quadro drammatico: la vittima è stata colpita con numerosi fendenti, almeno dieci, inferti con tale forza da risultare fatali in pochi istanti.
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Dopo l’aggressione, l’autore avrebbe appiccato le fiamme al corpo nel tentativo di cancellare ogni traccia. Il rogo, però, non è riuscito a compromettere del tutto i resti, consentendo agli investigatori di procedere rapidamente all’identificazione e di repertare elementi utili direttamente sulla scena del delitto.
Le attenzioni degli investigatori si sono concentrate fin dall’inizio sull’ambiente di conoscenze della vittima. Nel registro degli indagati sono finiti due uomini, tra cui William Serra, 38 anni, già noto alle forze dell’ordine, fermato e condotto in caserma per l’interrogatorio alla presenza del suo legale. Durante l’operazione è scattata anche una perquisizione nell’abitazione dell’indagato, alla ricerca dell’arma e di indumenti con possibili tracce di sangue.
Resta sotto esame anche la posizione di un secondo uomo, mentre il quadro non è ancora completo. Gli investigatori stanno ricostruendo i rapporti tra le persone coinvolte per chiarire l’origine della violenza e individuare il movente, ancora non definito, che avrebbe portato a un’azione tanto brutale.
L’autorità giudiziaria dovrà ora valutare la convalida del fermo, mentre proseguono gli approfondimenti su eventuali responsabilità aggiuntive e sui dettagli ancora irrisolti di un caso che ha scosso profondamente la comunità locale.