Fiorello lancia l'allarme sul ciclone Harry in Sicilia: danni gravi e appello alle istituzioni

Fiorello apre La Pennicanza con un intervento serio sul ciclone Harry in Sicilia, denunciando danni gravi e scarsa attenzione mediatica, prima di tornare alla satira tra spettacolo, musica e stoccate ironiche.

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L’apertura de La Pennicanza del 26 gennaio su Rai Radio2 ha assunto toni inusuali: Fiorello ha scelto di iniziare con un intervento accorato sulla Sicilia colpita dal ciclone Harry, parlando di una situazione critica che, a suo dire, non sta ricevendo la giusta attenzione da parte dell’informazione nazionale.

Lo showman ha descritto il quadro come una vera emergenza, spiegando che molte aree dell’isola vivono quasi esclusivamente di turismo e che i danni a strutture, servizi e attività rischiano di avere ripercussioni pesanti anche nei mesi a venire. L’invito è stato quello di intervenire rapidamente per evitare conseguenze economiche ancora più serie.

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Nel suo intervento non è mancato un richiamo diretto alla politica, con l’auspicio che la presenza sul territorio non resti episodica. Fiorello ha osservato come le notizie legate al maltempo finiscano spesso per scorrere rapidamente nei telegiornali, perdendo visibilità mentre l’emergenza continua a pesare su chi vive nelle zone colpite.

Un passaggio è stato dedicato anche al tema delle raccolte fondi: secondo lo showman, in questa fase dovrebbe essere prima lo Stato a farsi carico della gestione dell’emergenza, rimandando eventuali iniziative solidali a un secondo momento, quando il quadro sarà più chiaro.

Dopo l’inizio più serio, la trasmissione ha ripreso il tono consueto, con la satira che ha preso di mira Checco Zalone attraverso una finta iniziativa benefica dai numeri esagerati. Spazio anche all’autoironia su Roma, descritta come una città invasa da animali e rifiuti, in un paragone volutamente surreale.

La puntata ha lasciato posto anche alla musica, con la promozione del giovane TonyPitony, autore della sigla del FantaSanremo, indicato da Fiorello come talento da tenere d’occhio e possibile presenza su un palco importante. In chiusura, una riflessione pungente sul mondo dello spettacolo e sui ruoli degli attori, giocata sul paradosso delle etichette e delle aspettative del pubblico.