Elon Musk, Ue indaga su X e Grok per immagini sessuali manipolate

L’Ue apre un nuovo fronte su X: sotto esame l’integrazione dell’IA Grok e i rischi legati alla diffusione di immagini sessualmente manipolate, inclusi contenuti potenzialmente illegali, con possibili impatti gravi su sicurezza e minori.

elon musk

La Commissione Europea ha avviato un ulteriore approfondimento nei confronti di X, concentrandosi sull’inserimento delle funzioni di Grok all’interno della piattaforma e ampliando al tempo stesso le verifiche già in corso sul sistema di raccomandazione dei contenuti.

L’iniziativa rientra nel quadro del Digital Services Act e punta a stabilire se il social abbia analizzato in modo adeguato i pericoli connessi all’adozione dell’intelligenza artificiale sviluppata dall’azienda di Elon Musk, oltre a verificare l’efficacia delle misure adottate per contenerli.

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Tra gli aspetti sotto osservazione figurano la possibile circolazione di materiali illegali nell’Unione, incluse immagini manipolate a sfondo sessuale e contenuti che potrebbero rientrare nell’ambito dell’abuso su minori, rischi che secondo l’esecutivo europeo si sarebbero già tradotti in danni concreti per gli utenti.

L’indagine mira anche a chiarire eventuali effetti negativi legati alla violenza di genere e alle ricadute sul benessere psicofisico delle persone, ricollegabili all’introduzione delle nuove funzionalità di Grok e alla gestione complessiva dei rischi sistemici da parte della piattaforma.

L’estensione delle verifiche sul motore di raccomandazione è collegata all’annuncio del passaggio a un sistema fondato proprio su Grok, circostanza che potrebbe comportare nuove criticità rispetto agli obblighi di trasparenza, prevenzione e mitigazione previsti dalla normativa europea.

Nella fase preparatoria, Bruxelles ha lavorato a stretto contatto con l’autorità irlandese competente per i servizi digitali, che parteciperà alle attività istruttorie. La Commissione potrà richiedere ulteriori informazioni, svolgere audizioni o ispezioni e adottare misure provvisorie qualora ritenga insufficienti gli interventi messi in campo dalla società.

L’apertura formale del procedimento consente all’esecutivo Ue di arrivare, se necessario, a una decisione di non conformità o di accettare impegni specifici da parte di X per risolvere le problematiche individuate. Secondo il portavoce per il Digitale Thomas Regnier, nelle relazioni trasmesse dall’azienda Grok non sarebbe stato menzionato, segnale di una mancata valutazione dei rischi legati alla sua integrazione.

Pur evidenziando che la società sta fornendo risposte alle richieste ufficiali, Regnier ha ribadito che la rimozione digitale dei vestiti dalle immagini di donne senza consenso non può essere ricondotta alla libertà di espressione e che limitarne l’accesso a funzioni a pagamento non rappresenta una soluzione adeguata, trattandosi di una violazione di diritti.

Sulla tutela dei minori è intervenuta anche la portavoce capo della Commissione, Paula Pinho, ricordando l’attenzione costante della presidente verso la protezione dei bambini online e la necessità di non lasciare alle sole aziende tecnologiche la gestione di consenso e sicurezza digitale.

Secondo la Commissione, i danni provocati dalla diffusione di queste immagini sono reali e richiedono ulteriori interventi sia in rete sia fuori, con l’obiettivo di impedire pratiche come la svestizione digitale non consensuale di donne e minori e rafforzare le tutele per i cittadini europei.