Delitto di Garlasco, incidente probatorio sui computer di Stasi e Poggi: perché la richiesta riapre il confronto?
Nuovi accertamenti informatici riaprono il confronto sul caso di Garlasco: chiesto un incidente probatorio sui computer di Alberto Stasi e Chiara Poggi, mentre la nuova indagine accende tensioni tra difese e riporta il caso al centro del dibattito.
I dispositivi informatici tornano sotto i riflettori nell’inchiesta sul delitto di Garlasco. I legali di Andrea Sempio, oggi indagato dalla Procura di Pavia, hanno chiesto al giudice per le indagini preliminari di disporre un incidente probatorio sui computer utilizzati da Alberto Stasi e Chiara Poggi, già acquisiti durante le prime indagini.
L’istanza, annunciata il 26 gennaio, punta a ottenere una nuova analisi forense dei supporti digitali sfruttando strumenti tecnologici più avanzati rispetto a quelli disponibili all’epoca delle perizie originarie. Secondo la difesa di Sempio, questi accertamenti potrebbero fornire elementi utili a chiarire la posizione del loro assistito.
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L’incidente probatorio è una procedura prevista dal codice di procedura penale che consente di svolgere verifiche tecniche in contraddittorio tra le parti quando esiste il rischio che la prova non possa essere ripetuta o si deteriori. In fase di indagine può essere richiesto dal pubblico ministero o dall’indagato e cristallizza i risultati in modo utilizzabile nel processo.
I difensori di Sempio spiegano che l’obiettivo non è rimettere in discussione la condanna definitiva di Stasi, ma approfondire l’ipotesi di omicidio in concorso contestata al loro assistito. In questa prospettiva, l’eventuale emersione di un movente esclusivo riferibile a Stasi assumerebbe rilievo sul piano difensivo.
Diversa la posizione dei legali di Stasi, che esprimono perplessità sulla richiesta. Sottolineano che il computer dell’ex fidanzato di Chiara Poggi è già stato oggetto di più analisi tecniche confluite nel processo concluso con sentenza definitiva e che il ricorso a questo strumento dovrebbe restare limitato a situazioni realmente eccezionali.
Per quanto riguarda il pc di Chiara Poggi, in passato le verifiche sarebbero state soltanto parziali: una parte dei dati risulterebbe compromessa a seguito delle operazioni compiute nelle prime fasi investigative. Anche questo aspetto rientrerà nelle valutazioni del giudice chiamato a decidere sull’ammissibilità della richiesta.
Il tema dei supporti digitali ha riacceso il confronto anche con i legali della famiglia Poggi, che ribadiscono la necessità di ulteriori approfondimenti tecnici, ritenuti utili pure nell’ottica di un eventuale procedimento di revisione. La difesa di Stasi, invece, critica la continua esposizione mediatica di presunti nuovi elementi.
La richiesta di incidente probatorio è finita anche al centro del dibattito televisivo. In una trasmissione mattutina, il confronto tra ospiti e opinionisti si è acceso sul confine tra diritto alla difesa, limiti degli accertamenti tecnici e ricostruzione del movente, con posizioni opposte sulla reale praticabilità di nuove analisi su materiale già esaminato.
Spetterà ora a Procura e giudice stabilire se esistano i presupposti per autorizzare l’accertamento tecnico. Intanto, i computer di Stasi e Poggi tornano a essere un punto centrale di una vicenda giudiziaria che continua a generare nuovi sviluppi.