Cina, scossa ai vertici militari: generale sotto inchiesta per segreti nucleari
Accuse clamorose scuotono le forze armate cinesi: al centro un generale di vertice, sospettato di corruzione e di aver compromesso la sicurezza nazionale con la diffusione di informazioni sensibili.
Un caso senza precedenti sta mettendo in tensione l’apparato militare di Pechino. Zhang Youxia, il più alto ufficiale in servizio e figura storicamente vicina al presidente Xi Jinping, è finito sotto indagine per presunte gravi violazioni disciplinari e della legge.
Le accuse sarebbero state illustrate in un incontro riservato con i massimi comandanti delle forze armate, convocato poche ore prima dell’annuncio ufficiale dell’apertura dell’inchiesta da parte del ministero della Difesa. La comunicazione pubblica si è limitata a formule generiche, senza entrare nel merito dei fatti contestati.
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Secondo quanto emerso nel briefing a porte chiuse, Zhang sarebbe sospettato di aver costruito reti di potere personali all’interno dell’esercito, una pratica considerata estremamente grave dal Partito comunista perché ritenuta una minaccia alla coesione della leadership.
Nel mirino degli investigatori ci sarebbe anche l’uso improprio del suo ruolo nella Commissione militare centrale, l’organo che guida le decisioni strategiche delle forze armate. In particolare, viene esaminata la sua influenza su un’agenzia chiave per la ricerca, lo sviluppo e l’acquisizione di armamenti.
In questo contesto, Zhang avrebbe incassato somme ingenti in cambio di avanzamenti di carriera, sfruttando un sistema di appalti miliardari legato al settore della difesa. Le presunte tangenti sarebbero emerse dall’analisi di flussi finanziari e testimonianze interne.
L’accusa più delicata riguarda però una possibile fuga di informazioni tecniche cruciali sul programma nucleare cinese verso gli Stati Uniti, un’ipotesi che, se confermata, rappresenterebbe una delle più gravi violazioni della sicurezza nazionale degli ultimi anni.
Parte degli elementi a carico del generale deriverebbe dall’indagine parallela su Gu Jun, ex dirigente di vertice della holding statale che supervisiona il nucleare civile e militare. Sarebbe stato proprio questo filone investigativo a far emergere un collegamento tra Zhang e una falla nei sistemi di sicurezza del settore.
Da Pechino è stato ribadito che l’azione dimostra la linea di tolleranza zero adottata dalla leadership contro la corruzione e gli abusi di potere, sottolineando il controllo totale sulle strutture militari e strategiche del Paese.