I genitori di Claudio Carlomagno trovati morti ad Anguillara: il biglietto d'addio, la gogna mediatica e il peso dei sospetti

La pressione mediatica, i sospetti e l’isolamento hanno preceduto una doppia morte che ha scosso una comunità già segnata da un femminicidio. Una lettera lasciata ai figli chiarisce le ragioni di un gesto estremo maturato in silenzio.

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Prima di tornare nella loro villetta di Anguillara, Maria Messenio e Pasquale Carlomagno avevano fatto una tappa a Roma. Lì, nella casa del figlio Davide, hanno lasciato una lettera destinata a spiegare ogni cosa. Un ultimo viaggio consapevole, compiuto dopo giorni segnati da tensione e paura, lontano dai riflettori.

I due coniugi si erano trasferiti temporaneamente nella capitale per sottrarsi all’attenzione di telecamere e fotografi. Dopo il fermo del figlio Claudio, accusato di aver ucciso la moglie Federica Torzullo, la loro abitazione era diventata un punto fisso per curiosi e cronisti. La scelta di rifugiarsi a Roma nasceva dal desiderio di anonimato, rivelatosi però solo momentaneo.

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Rientrati ad Anguillara, Maria e Pasquale hanno messo fine alle loro vite nel giardino di casa, restando insieme fino all’ultimo istante. Un gesto estremo maturato, secondo quanto scritto nella lettera, sotto il peso della vergogna e di una pressione divenuta insostenibile dopo l’arresto del figlio.

Nel messaggio d’addio emerge un forte riferimento alla gogna mediatica subita nei giorni precedenti, accompagnata da allusioni ai sospetti che avevano iniziato a circolare sul possibile coinvolgimento del padre. Il furgone di Pasquale era stato ripreso da alcune telecamere nei pressi della villetta del figlio in un orario ritenuto compatibile con il delitto, circostanza che aveva alimentato illazioni, pur senza alcuna iscrizione nel registro degli indagati.

Un dettaglio che rende ancora più drammatica la vicenda riguarda il ruolo di Maria Messenio nei primi momenti successivi alla scomparsa di Federica. Era stata lei, il 9 gennaio, ad accompagnare Claudio dai carabinieri per denunciare l’assenza della nuora. In quell’occasione erano presenti anche i genitori della donna uccisa, con cui i rapporti apparivano ancora stretti.

Secondo quanto riferito dal legale della difesa, la lettera indirizzata a Davide contiene le motivazioni del gesto e richiede rispetto e riservatezza. L’avvocato ha sottolineato come anche i familiari di chi commette un reato grave possano diventare vittime indirette, travolte da conseguenze emotive e sociali che nulla hanno a che fare con responsabilità penali.

La pressione non si sarebbe fermata neppure dopo la tragedia. Sui social network, in particolare sul profilo Facebook di Maria Messenio, continuano a comparire messaggi offensivi e commenti carichi di odio, segno di un clima che, secondo la difesa, avrebbe contribuito ad aggravare una situazione già fragile.

Claudio Carlomagno, detenuto con l’accusa di femminicidio, è stato informato della morte dei genitori mentre si trova in carcere ed è ora sottoposto a sorveglianza costante. In pochi giorni, la sua famiglia è stata colpita da una sequenza di lutti che ha lasciato dietro di sé solo domande e dolore.