Crans-Montana, incendio di Capodanno: uscita di emergenza chiusa nel bar Le Constellation
Nell’inchiesta sull’incendio di Capodanno a Crans-Montana emergono nuovi dettagli sulle vie di fuga del locale: una porta destinata all’evacuazione risultava chiusa, mentre il titolare torna in libertà dopo il pagamento della cauzione.
Nella notte in cui un incendio devastante ha provocato 40 vittime durante i festeggiamenti di Capodanno, una uscita di emergenza del bar Le Constellation non era utilizzabile perché chiusa a chiave. È quanto emerge dagli atti dell’indagine che sta ricostruendo le responsabilità legate alla sicurezza del locale.
La diffusione di questi elementi coincide con la scarcerazione del proprietario dell’esercizio, Jacques Moretti, avvenuta dopo il versamento di una cauzione pari a 215mila euro. La sua posizione resta al centro degli accertamenti delle autorità.
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Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la porta situata al piano terra avrebbe dovuto consentire l’evacuazione rapida in caso di pericolo. Al momento del rogo, però, risultava chiusa e priva di segnalazioni che la indicassero come via di fuga.
Nei documenti relativi al permesso edilizio rilasciato nel 2015 per la realizzazione di una veranda in vetro davanti all’ingresso principale, era prevista anche una porta sul lato ovest dell’edificio. L’approvazione del progetto era subordinata alla sua segnalazione come uscita di emergenza.
Durante l’interrogatorio, Moretti avrebbe però descritto quell’accesso come una semplice porta di servizio. La notte dell’incendio, diverse persone avrebbero cercato di utilizzarla per mettersi in salvo, senza riuscirci, fino a quando non è stata forzata dall’esterno.
Resta da chiarire se il titolare fosse consapevole dell’obbligo di mantenere quella porta libera e chiaramente indicata. La richiesta del permesso edilizio, infatti, era stata presentata dal proprietario dell’immobile e non direttamente dal gestore del bar.
Dopo la tragedia, il sindaco Nicolas Feroud ha dichiarato che il locale era autorizzato a ospitare fino a 100 persone tra piano terra e seminterrato e disponeva di due uscite di emergenza. La porta sul lato ovest avrebbe dovuto rappresentare una terza via di fuga.