Neonato deceduto dopo 28 giorni di ricovero, indagine su cinque sanitari a Bari
Un’indagine per omicidio colposo scuote un ospedale del Barese dopo la morte di un neonato rimasto ricoverato dalla nascita. La magistratura valuta eventuali responsabilità mediche legate alle fasi del parto.
La Procura di Bari ha aperto un fascicolo per omicidio colposo in seguito alla morte di un neonato avvenuta il 13 gennaio, a 28 giorni dalla nascita. Il bambino non aveva mai lasciato l’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, dove era rimasto ricoverato in condizioni critiche sin dal parto.
Nell’ambito dell’inchiesta sono stati iscritti nel registro degli indagati cinque professionisti della struttura: due ginecologhe, due ostetriche e un anestesista. L’iscrizione ha carattere tecnico e consente lo svolgimento degli accertamenti irripetibili previsti dall’indagine.
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L’autopsia rappresenta il passaggio centrale per chiarire le cause del decesso. L’incarico verrà affidato al medico legale Biagio Solarino e al ginecologo Francesco Pascazio, con esame programmato presso il Policlinico di Bari.
I fatti risalgono al 16 dicembre, giorno della nascita. La gravidanza, secondo quanto ricostruito, si sarebbe conclusa senza particolari anomalie. Subito dopo il parto, però, il neonato avrebbe mostrato una grave sofferenza, rendendo necessario un ricovero continuo e intensivo.
L’indagine ha preso avvio dopo la denuncia presentata dai genitori, che hanno chiesto di verificare eventuali errori o omissioni mediche durante il travaglio o nelle ore successive alla nascita. Gli inquirenti stanno valutando se la gestione delle complicazioni in sala parto possa aver inciso sull’esito finale.
Gli esiti dell’autopsia dovranno stabilire l’eventuale nesso di causalità tra le condotte dei sanitari coinvolti e la morte del neonato, oppure se l’evento sia riconducibile a condizioni non prevedibili né evitabili.