Moretti scarcerato, la villa di Lens sotto i riflettori: il ruolo dell'amico segreto e la cauzione da 400mila franchi

La scarcerazione di Jacques Moretti riapre interrogativi su cauzione, finanze e responsabilità legate alla tragedia del Constellation, tra un benefattore anonimo e nuove ombre sull’inchiesta svizzera.

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All’alba di sabato l’attenzione mediatica si è concentrata sulla villa di Lens, costruita in pietra e legno e sorvegliata dalle forze dell’ordine. Sul terrazzo è apparso Jacques Moretti, immortalato per la prima volta dopo l’uscita dal carcere di Sion, avvenuta in seguito al provvedimento firmato venerdì sera dal giudice Christian Roten.

L’ordinanza ha disposto la libertà provvisoria per Moretti e per la moglie Jessica, subordinata al pagamento di una cauzione da 400mila franchi svizzeri. A entrambi sono stati imposti obblighi stringenti: consegna dei documenti e firma quotidiana per lui, ogni tre giorni per lei, per ridurre il rischio di fuga.

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Il passaggio più delicato ha riguardato la provenienza del denaro. I coniugi, proprietari del Constellation distrutto nell’incendio di Capodanno che ha causato 40 vittime, avevano dichiarato di non disporre della liquidità necessaria. A sbloccare la situazione è stato un finanziatore esterno, descritto come un caro amico residente a Ginevra, che avrebbe versato 200mila franchi per ciascun coniuge.

L’identità dell’uomo non è stata resa pubblica. La richiesta di anonimato, motivata dal timore di ritorsioni, ha alimentato nuove polemiche. Colpisce infatti che questo nome non compaia tra le tre persone indicate da Moretti agli inquirenti come unici amici di riferimento: un notaio, un assicuratore e un imprenditore della zona.

L’attenzione degli investigatori si è poi spostata sui conti della famiglia. I Moretti hanno dichiarato entrate mensili intorno ai 10mila franchi, una cifra ritenuta contenuta rispetto allo stile di vita a Crans-Montana e a un patrimonio immobiliare stimato in circa 5 milioni. Tra il 2019 e il 2023 sarebbe stato acquistato un immobile all’anno, tutti però gravati da mutui consistenti.

Secondo l’ipotesi investigativa, il peso delle rate avrebbe assorbito gran parte delle risorse delle società riconducibili alla coppia, incidendo sulle spese operative e sulla gestione della sicurezza del locale. Un quadro che resta al vaglio degli inquirenti.

Durante gli interrogatori, nonostante le accuse di omicidio colposo, lesioni e incendio colposo, i coniugi non avrebbero riconosciuto responsabilità dirette. La linea difensiva avrebbe puntato su presunti errori dei dipendenti, accusati di aver chiuso una porta di servizio e di non aver gestito correttamente l’allarme.

Un filmato acquisito agli atti e diffuso da una televisione francese mette però in discussione questa versione. Le immagini mostrano che, subito dopo l’innesco dell’incendio nel seminterrato, la festa nel salone principale proseguiva senza interruzioni. I dipendenti risultano impegnati a ballare e servire champagne, ignari del pericolo imminente.

Una testimone sopravvissuta, la collaboratrice Louise, ha riferito che l’allarme sarebbe stato lanciato con ritardo. Nelle stesse fasi, secondo il suo racconto, Jessica Moretti era presente e riprendeva la scena con il telefono, senza assumere il coordinamento dell’evacuazione.