Latte crudo, il ritorno di una moda negli Usa e l'allarme dei medici sui rischi per la salute
Negli Stati Uniti cresce la spinta a favore del latte intero e del latte crudo, tra campagne istituzionali, mode social e feste dedicate. I medici però lanciano l’allarme: il consumo senza pastorizzazione espone a rischi sanitari seri.
Negli Stati Uniti il latte intero è tornato al centro del dibattito alimentare, sostenuto da messaggi istituzionali e campagne social che ne esaltano il valore come fonte di energia e tradizione. L’attenzione si è intensificata con una nuova impostazione delle linee guida nutrizionali, che privilegia carne e latticini rispetto a cereali e pane integrale.
La spinta verso il consumo di latte intero riguarda anche le scuole, con provvedimenti che ne favoriscono la reintroduzione nei menù per bambini e ragazzi. La comunicazione politica ha accompagnato queste scelte con slogan e video virali, contribuendo a rendere il latte un simbolo di uno stile alimentare “ritrovato”.
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Questo clima ha rafforzato anche una corrente più estrema, quella dei sostenitori del latte crudo, ovvero non sottoposto a pastorizzazione. In alcune aree sono tornati di moda eventi informali, vere e proprie feste in cui il latte crudo viene consumato come bevanda simbolo di vitalità e forza fisica.
Le autorità sanitarie statunitensi hanno però ribadito più volte che il consumo di latte non pastorizzato comporta pericoli concreti. Il latte crudo può infatti veicolare microrganismi responsabili di malattie di origine alimentare, mentre la pastorizzazione consente di mantenere i benefici nutrizionali riducendo drasticamente i rischi.
Le raccomandazioni si sono fatte ancora più stringenti dopo i recenti focolai di influenza aviaria negli allevamenti di vacche da latte. Gli esperti avvertono che bere latte crudo contaminato non protegge dalle infezioni e può, al contrario, causare malattie anche gravi.
Tra i patogeni potenzialmente presenti figurano batteri come Campylobacter, Salmonella, Listeria ed Escherichia coli. L’esposizione a questi agenti è particolarmente pericolosa per alcune categorie, tra cui bambini piccoli, anziani, donne in gravidanza e persone con un sistema immunitario compromesso.
I disturbi più comuni legati al consumo di latte crudo includono diarrea, vomito e crampi addominali. In una minoranza di casi, tuttavia, le infezioni possono evolvere in complicanze severe, come insufficienza renale, paralisi o altre condizioni potenzialmente fatali.
Anche in Italia gli specialisti guardano con preoccupazione a questa tendenza. Secondo gli esperti di nutrizione, il latte crudo conserva le caratteristiche sensoriali originarie, ma proprio l’assenza di trattamenti termici lo rende un veicolo possibile di germi patogeni.
La pastorizzazione, spiegano i medici, risponde allo stesso principio della cottura di carne e pesce: eliminare i microrganismi nocivi prima del consumo. Ignorare questa precauzione significa esporsi inutilmente a rischi evitabili.
Il messaggio degli specialisti resta netto: chi sceglie di consumare latte crudo dovrebbe sempre sottoporlo a bollitura prima di berlo, per ridurre i pericoli legati a una pratica che, se non gestita correttamente, può avere conseguenze serie per la salute.