Agenti ICE in Italia per le Olimpiadi invernali? polemica sulla sicurezza e cautela del Viminale

L’ipotesi della presenza di agenti statunitensi alle Olimpiadi invernali italiane accende il dibattito politico e pubblico. Tra timori per i precedenti dell’agenzia e rassicurazioni istituzionali, emergono nuovi dettagli sul piano sicurezza.

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Da tempo l’operato dell’ICE, l’agenzia federale statunitense per il controllo dell’immigrazione, è al centro di critiche per interventi giudicati duri e controversi. Episodi che hanno coinvolto civili, anche in contesti delicati, hanno contribuito a costruire un’immagine discussa dell’organismo oltreoceano.

In questo clima arriva la notizia di un possibile impiego di agenti americani in Italia durante le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina. L’ipotesi prevede un affiancamento alle forze dell’ordine italiane per il rafforzamento delle misure di sicurezza lungo l’intero arco dei Giochi.

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Secondo quanto filtra, l’agenzia statunitense, che dispone già di una struttura operativa a Roma, potrebbe inviare personale a Milano a partire da febbraio. Il supporto sarebbe attivo per tutta la durata dell’evento sportivo, dal 6 febbraio fino alla metà di marzo.

Sul piano politico, il ministro dell’Interno Piantedosi ha adottato una linea prudente. Pur non confermando ufficialmente l’arrivo degli agenti, non ha nemmeno smentito l’ipotesi, limitandosi a sottolineare che ogni eventuale collaborazione rientrerebbe in accordi di cooperazione internazionale finalizzati esclusivamente alla tutela della sicurezza.