Gabriel Garko torna in tv e si racconta tra carriera, coming out e nuova vita privata

Il ritorno in tv segna una nuova fase per Gabriel Garko: meno immagine, più consapevolezza. A 53 anni ripercorre carriera e vita privata, dal coming out alla scelta di restare lontano dai riflettori.

gabriel garko

Dopo un periodo lontano dalla ribalta, Gabriel Garko è pronto a rimettersi al centro della scena televisiva. Dal 30 gennaio rientra su Canale 5 con la serie “Colpa dei sensi”, ritrovando sul set Anna Safroncik e un ruolo che mescola sentimenti irrisolti e tensione emotiva.

A 53 anni l’attore guarda al passato con maggiore lucidità. La sua carriera è stata attraversata da successi popolari, esposizione mediatica costante e passaggi complessi, dal palco di Sanremo alle polemiche sull’immagine, fino al tracollo della casa di produzione Ares. Oggi la priorità non è più l’apparenza, ma il senso delle scelte fatte.

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Nella nuova fiction interpreta un uomo che si imbatte in un amore giovanile mai davvero dimenticato. Un ruolo che gli somiglia più di quanto sembri, soprattutto per il modo in cui vive i personaggi. Garko non nasconde di preferire figure irregolari e meno rassicuranti: nelle storie televisive l’amante, dice, mantiene viva l’attenzione, mentre la routine coniugale lo annoia.

Nonostante l’immagine costruita negli anni, le scene più esplicite non lo entusiasmano. Le descrive come tecniche e poco coinvolgenti, segnate da imbarazzo e rigidità. Ammette di non avere problemi con il proprio corpo, ma di provare ancora pudore nel mostrarsi nudo davanti a una troupe.

Il passaggio più delicato resta quello del coming out nel 2020, vissuto come una liberazione necessaria. Una decisione maturata nel tempo, anche per evitare che fosse qualcun altro a raccontare la sua verità. Dopo anni trascorsi a tenere separate vita pubblica e privata, quel momento ha segnato la fine di una doppia esistenza.

Non è stato un percorso indolore. Garko racconta un periodo segnato da smarrimento e attacchi di panico, in cui faticava a riconoscersi. Le relazioni esposte sui media, ammette, erano spesso costruzioni di facciata, storie che esistevano solo sotto i riflettori.

Oggi la sua quotidianità è diversa e volutamente protetta. Da quattro anni condivide la vita con una persona che resta lontana dalla curiosità pubblica, una scelta di riservatezza che considera fondamentale per il proprio equilibrio.

Guardando avanti, la sua preoccupazione non è il tempo che passa, ma il modo in cui arrivarci. L’obiettivo è mantenere lucidità e salute, lasciando che il lavoro torni a essere uno strumento di espressione e non una gabbia legata all’immagine.