Trump accusa la Nato sull'Afghanistan, reazioni dure da Londra e dai veterani

Le parole di Donald Trump sul ruolo degli alleati Nato in Afghanistan riaccendono lo scontro internazionale, tra accuse di falsificare la storia e reazioni dure dal Regno Unito, dove politici e veterani difendono i sacrifici compiuti.

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Nel tentativo di ridimensionare il contributo degli alleati Nato, Donald Trump ha sostenuto che in Afghanistan le truppe straniere sarebbero rimaste lontane dal fronte, senza un reale coinvolgimento operativo. Un’affermazione ribadita in un’intervista televisiva, usata per rafforzare la sua tesi secondo cui gli Stati Uniti non avrebbero mai avuto bisogno dell’Alleanza Atlantica.

Le dichiarazioni hanno suscitato forti reazioni perché contrastano con un dato storico preciso: dopo gli attacchi dell’11 settembre, fu proprio Washington a invocare l’articolo 5 della Nato, attivando per l’unica volta il principio di difesa collettiva che portò numerosi Paesi a schierarsi in Afghanistan.

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Il bilancio del conflitto rende le parole di Trump particolarmente controverse. In vent’anni di guerra sono caduti migliaia di militari dei Paesi alleati, con perdite rilevanti anche tra le forze britanniche, canadesi e danesi, spesso impegnate in zone ad alta intensità operativa.

A intervenire è stato anche il principe Harry, che ha prestato servizio in Afghanistan in due diversi periodi con l’esercito britannico. In una nota diffusa dal suo portavoce ha ricordato come le nazioni alleate risposero all’appello degli Stati Uniti, sottolineando i legami nati tra i soldati e le vite spezzate durante le missioni.

Harry ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze umane del conflitto, parlando di famiglie segnate per sempre e di commilitoni persi sul campo. Secondo il principe, questi sacrifici richiedono rispetto e una narrazione fedele, non semplificazioni o minimizzazioni.

Dal fronte politico britannico, il primo ministro Keir Starmer ha definito le affermazioni di Trump offensive e dolorose per i familiari dei militari uccisi o feriti. A suo giudizio, parole di questo tipo avrebbero richiesto scuse immediate.

Critiche sono arrivate anche da esponenti del governo e dell’opposizione. Ministri e leader di partito hanno ricordato come soldati di diversi Paesi abbiano combattuto fianco a fianco con gli americani in Iraq e Afghanistan, pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane.

La polemica ha coinvolto anche la Danimarca, uno degli alleati con il maggior numero di caduti in rapporto alla popolazione. Alcuni veterani danesi hanno espresso amarezza per le parole di Trump, raccontando esperienze di comando e combattimento che smentiscono l’idea di un ruolo marginale nelle operazioni.

Le reazioni, dal mondo politico ai reduci, convergono su un punto: il contributo degli alleati Nato in Afghanistan non può essere liquidato come secondario, perché fondato su anni di missioni, cooperazione militare e sacrifici condivisi.