Carlo Cecchi, attore e regista italiano scomparso a Campagnano
L’attore e regista Carlo Cecchi, figura di spicco del teatro e del cinema italiani, è stato rinvenuto senza vita nella sua casa a Campagnano. La carriera straordinaria, iniziata negli anni ’60, ha attraversato decenni di palcoscenico e grande schermo.
Carlo Cecchi, nato a Firenze il 25 gennaio 1939, è stato rinvenuto privo di vita nella sua abitazione a Campagnano dalla sua collaboratrice domestica, in un evento descritto da chi lo conosceva come del tutto inatteso.
Figura centrale del teatro italiano, Cecchi ha costruito una lunga carriera sul palcoscenico e davanti alla macchina da presa, affermandosi per la profondità delle sue interpretazioni e la versatilità nei ruoli affrontati.
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Originario di Lastra a Signa, in provincia di Firenze, ha mosso i primi passi nel mondo della recitazione negli anni ’60, guadagnando rapidamente il rispetto della comunità teatrale nazionale.
Nel 2007 ha ricevuto il premio Gassman, riconoscimento significativo per la sua dedizione all’arte drammatica e il contributo alla cultura teatrale italiana.
Tra i suoi lavori più celebri si conta l’interpretazione di Ivanov di Anton Cechov, spettacolo in cui ha ricoperto anche il ruolo di regista, dimostrando una visione artistica completa.
Al cinema è ricordato per pellicole come Morte di un matematico napoletano di Mario Martone, che ha ulteriormente attestato la sua capacità di spaziare tra media espressivi diversi.
Il legame con la sua città natale è testimoniato dall’impegno al Teatro Niccolini di Firenze, di cui fu uno dei promotori fino alla chiusura del locale nel 1995 per difficoltà economiche.
Nel febbraio 2025 ha interpretato Andreas, un clochard protagonista de La leggenda del santo bevitore di Joseph Roth, nell’allestimento al Teatro della Pergola con adattamento e regia di Andreè Ruth Shammah.