Ex atleta olimpico arrestato dall'FBI: su di lui una taglia da 15 milioni di dollari. Chi è Ryan Wedding
Dalla ribalta olimpica alla cattura in Messico dopo anni di latitanza: la storia di Ryan Wedding racconta la trasformazione di un ex atleta in una figura centrale del narcotraffico internazionale, con accuse gravissime e una maxi taglia.
La fuga di Ryan Wedding si è interrotta lontano dai riflettori dello sport, in Messico, dopo oltre un decennio di irreperibilità. L’ex snowboarder canadese, un tempo protagonista alle Olimpiadi invernali, è stato arrestato ponendo fine a una delle cacce all’uomo più lunghe seguite dalle autorità statunitensi.
Per l’FBI, Wedding non era un semplice latitante. Il suo nome figurava tra i più ricercati, accompagnato da una taglia da 15 milioni di dollari, cifra riservata a criminali ritenuti di assoluta pericolosità. Le accuse parlano di un ruolo di comando in un’organizzazione dedita al traffico internazionale di cocaina.
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Secondo le indagini, la struttura criminale avrebbe operato su più fronti, collegando Sudamerica, Nordamerica e Messico. Wedding avrebbe gestito spedizioni di droga su larga scala e mantenuto rapporti con gruppi criminali locali, sfruttando rotte consolidate e una rete di complicità transnazionali.
Il quadro giudiziario si aggrava ulteriormente per l’ipotesi che l’ex atleta abbia ordinato l’eliminazione di potenziali testimoni. Un sistema fondato sulla violenza e sull’intimidazione, finalizzato a proteggere il traffico e a neutralizzare qualsiasi rischio di collaborazione con la giustizia.
Prima di questa svolta, Ryan James Wedding era conosciuto per tutt’altro. Aveva rappresentato il Canada nello snowboard alle Olimpiadi invernali di Salt Lake City del 2002, partecipando a una delle competizioni più seguite del programma.
Dopo il ritiro dall’attività sportiva, la sua presenza pubblica si sarebbe progressivamente dissolta. È in quel periodo, secondo gli investigatori, che Wedding avrebbe avviato la sua ascesa nel mondo criminale, passando dall’anonimato a una posizione di vertice nel narcotraffico internazionale.
Per anni avrebbe trovato rifugio in Messico, riuscendo a sfuggire alle autorità mentre il suo network continuava a operare. L’arresto segna ora un punto di svolta in una vicenda che unisce sport, criminalità organizzata e cooperazione giudiziaria tra più Paesi.