Ucraina, Russia e Usa aprono i negoziati ad Abu Dhabi: il Donbass al centro del confronto

I colloqui per fermare il conflitto in Ucraina entrano in una fase delicata con un nuovo vertice internazionale negli Emirati. Sul tavolo restano le questioni territoriali e di sicurezza, mentre Mosca ribadisce condizioni considerate decisive.

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Ad Abu Dhabi si apre un nuovo ciclo di colloqui che coinvolge Ucraina, Russia e Stati Uniti, con l’obiettivo dichiarato di esplorare una possibile via verso la fine della guerra. Gli incontri, in programma tra oggi e domani, attirano l’attenzione internazionale per il peso politico dei temi affrontati e per il livello delle delegazioni presenti.

Washington è rappresentata da Jared Kushner e Steve Witkoff, arrivati negli Emirati dopo una tappa a Mosca. Per Kiev partecipano figure chiave dell’apparato politico e militare, tra cui il consigliere per la sicurezza nazionale Rustem Umerov, il capo di gabinetto presidenziale Kyrylo Budanov, il negoziatore David Arakhamia e il capo di stato maggiore Andrii Hnatov.

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La delegazione russa è guidata da Igor Kostyukov, direttore dei servizi di intelligence militare, affiancato da Kirill Dmitriev, responsabile del Fondo russo per gli investimenti diretti e inviato del Cremlino per gli affari economici esteri. Dmitriev ha in agenda anche un confronto separato con Witkoff a margine delle sessioni ufficiali.

Secondo quanto anticipato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il nodo centrale del vertice riguarda il controllo dei territori orientali, in particolare il Donbass. Un tema definito cruciale e destinato a dominare il confronto, viste le posizioni ancora molto distanti tra le parti.

Da Mosca arriva infatti una linea rigida: il Cremlino considera imprescindibile il ritiro delle forze ucraine dal Donbass. Il portavoce Dmitry Peskov ha chiarito che, senza una soluzione sulla questione territoriale, non sarebbe realistico puntare a un accordo duraturo, definendo questa condizione essenziale per qualsiasi intesa futura.

Nelle ore precedenti al vertice, il consigliere per la politica estera del Cremlino Yuri Ushakov ha commentato positivamente l’incontro tra Vladimir Putin e gli inviati speciali statunitensi Witkoff, Kushner e Josh Gruenbaum. Il colloquio, durato circa quattro ore, è stato descritto come franco e costruttivo, con un clima di reciproca fiducia.

Durante quel confronto si è deciso di avviare un primo gruppo di lavoro trilaterale tra Stati Uniti, Ucraina e Russia, proprio ad Abu Dhabi. La sessione inaugurale è dedicata ai temi della sicurezza, considerati preliminari rispetto a qualsiasi avanzamento politico.

Nell’incontro con la delegazione americana, Putin ha affrontato anche dossier internazionali paralleli, dal progetto di un Board of Peace per Gaza fino a questioni legate alla Groenlandia e ai rapporti bilaterali con Washington. Le parti hanno concordato di mantenere contatti costanti sia sul conflitto ucraino sia su altri scenari strategici globali.