Trump sull'Air Force One: Groenlandia, Ucraina e sicurezza globale al centro delle trattative

Durante il volo di rientro da Davos, Donald Trump affronta una lunga serie di temi internazionali: Groenlandia, Ucraina, Venezuela, Iran e nuovi equilibri geopolitici, ribadendo il ruolo centrale degli Stati Uniti nelle scelte di sicurezza globale.

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A bordo dell’Air Force One, nel viaggio verso Washington dopo il Forum di Davos, Donald Trump ha illustrato ai giornalisti la linea degli Stati Uniti su alcune delle principali crisi internazionali. Al centro del confronto la Groenlandia, territorio strategico su cui Washington rivendica ampia libertà d’azione per motivi di sicurezza nazionale.

Secondo il presidente, le interlocuzioni in corso consentirebbero agli Stati Uniti di operare senza vincoli sull’isola, anche sul piano militare. Trump ha chiarito che la questione è ancora oggetto di negoziazione, ma ha parlato di un clima favorevole e di una condivisione generale degli obiettivi, inclusa la collaborazione con la Nato.

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Nel quadro delineato, l’Alleanza atlantica avrebbe un ruolo rafforzato nell’Artico, con un incremento della presenza militare e il controllo delle risorse strategiche. L’intesa, sempre secondo indiscrezioni, limiterebbe l’accesso all’area da parte di potenziali avversari e consoliderebbe l’influenza statunitense su alcune porzioni del territorio groenlandese.

Trump ha collegato questo scenario al progetto del Golden Dome, indicato come unico investimento diretto previsto dagli Stati Uniti. La struttura, ha spiegato, sarebbe funzionale sia alla cooperazione con la Nato sia al rafforzamento della difesa nazionale, senza costi aggiuntivi rilevanti.

Nel corso del volo, il presidente ha aggiornato anche sulla guerra in Ucraina. Trump ha riferito di numerosi contatti diplomatici e di un recente incontro con Volodymyr Zelensky, sottolineando come entrambe le parti in conflitto abbiano manifestato l’intenzione di arrivare a un accordo, dopo quasi quattro anni di guerra.

Pur riconoscendo segnali di apertura, Trump si è detto scettico sull’esito immediato dei nuovi colloqui previsti ad Abu Dhabi. A suo giudizio, i negoziati non garantiscono risultati automatici e richiedono concessioni reciproche, che dovranno coinvolgere anche l’Europa.

Il presidente ha ribadito che il conflitto avrebbe potuto essere evitato e che resta complesso per via di confini, infrastrutture e interessi contrapposti. Ha però aggiunto di ritenere improbabile che la Russia possa ottenere il controllo totale dell’Ucraina senza un’intesa formale.

Spazio poi al Venezuela, descritto da Trump come un Paese in ripresa dopo la cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro. Il presidente statunitense ha espresso apprezzamento per l’attuale leadership ad interim e ha confermato l’avvio di massicci trasferimenti di petrolio verso gli Stati Uniti.

Secondo quanto dichiarato, decine di milioni di barili sarebbero già in viaggio, con ulteriori forniture previste. Trump ha presentato l’accordo come vantaggioso per entrambe le parti, sostenendo che contribuirà ad arricchire l’economia statunitense e a migliorare le condizioni del Venezuela.

Interrogato su un possibile processo elettorale nel Paese sudamericano, Trump ha chiarito che la priorità resta il controllo delle vendite di petrolio. Ha inoltre annunciato un prossimo ritorno delle compagnie petrolifere statunitensi nelle attività di trivellazione in Venezuela.

Sul fronte mediorientale, il presidente ha confermato lo spostamento di numerose unità navali statunitensi verso la regione, definendole una forza significativa diretta verso l’Iran. Trump ha rivendicato di aver impedito un’ondata di esecuzioni, minacciando conseguenze ancora più dure in caso di mancato stop.

Ha inoltre ribadito che i dazi del 25% per chi commercia con Teheran entreranno in vigore a breve, rafforzando la pressione economica sulla Repubblica islamica.

Durante il volo, Trump ha comunicato anche l’esclusione del Canada dal Board of Peace, informando il primo ministro Mark Carney del ritiro dell’invito. La decisione arriva mentre diversi leader occidentali hanno scelto di non aderire alla nuova iniziativa internazionale promossa dagli Stati Uniti.

Riguardo al proprio futuro all’interno del Consiglio, Trump ha affermato che il mandato potrebbe teoricamente essere a vita, lasciando intendere che la scelta finale dipenderà esclusivamente dalla sua volontà.

In chiusura, il presidente ha commentato il livido visibile sulla mano sinistra, spiegando di averla urtata accidentalmente e attribuendo la facilità con cui compaiono ematomi all’assunzione quotidiana di aspirina per una patologia cardiaca. Trump ha assicurato di essere in buona salute e di seguire la terapia per precauzione.