Federica Torzullo, i dubbi sull'omicidio: furgoni, telecamere e una presenza sconosciuta nel caso Carlomagno
L’inchiesta sul femminicidio di Anguillara entra in una fase delicata: confessione agli atti, ma restano passaggi oscuri tra movimenti sospetti, presenze non chiarite e verifiche ancora in corso.
Nonostante l’arresto di Claudio Carlomagno e l’ammissione delle proprie responsabilità, il delitto di Federica Torzullo continua a presentare elementi che gli investigatori considerano irrisolti. La Procura mantiene aperto il fronte delle verifiche per accertare se, oltre al marito, possano emergere ruoli o condotte di terzi nelle ore successive all’omicidio.
Nel pomeriggio di ieri il procuratore di Civitavecchia, Alberto Liguori, ha raggiunto la caserma dei carabinieri di Bracciano per fare il punto sull’indagine. Al centro dell’incontro, le incongruenze contenute nella versione fornita dall’indagato e una serie di dettagli che, secondo gli inquirenti, delineano vere e proprie zone d’ombra.
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Determinanti restano le immagini della videosorveglianza. I filmati analizzati documentano diversi spostamenti nelle ore cruciali. Alle 7.08 del 9 gennaio un Fiat Doblò, intestato al padre di Carlomagno, compare nei pressi dell’abitazione della coppia e vi rimane per circa nove minuti. Un dato che figura anche nell’ordinanza di custodia cautelare.
Poco dopo, alle 9.29, un veicolo Iveco lascia il deposito della Carlomagno s.r.l. e viene nuovamente ripreso alle 10.02 in via Costantino, la strada in cui vivevano Federica e il marito. Alle 10.05 le telecamere inquadrano Carlomagno a piedi nelle aree adiacenti alla casa; l’uomo si allontana definitivamente intorno alle 10.15. Il camion rientra in azienda alle 10.33.
Un ulteriore passaggio sotto esame riguarda il primo pomeriggio. Alle 14.17 Carlomagno sarebbe tornato a casa in auto insieme a una persona non ancora identificata. Gli investigatori stanno cercando di comprendere se quella presenza possa essere collegata alle fasi successive al delitto o ad attività di occultamento.
Parallelamente sono stati ascoltati i genitori di Federica, convocati per ricostruire il contesto familiare e la relazione con il marito, alla luce di quanto emerso durante l’interrogatorio. L’indagine si avvale anche del supporto del Reparto analisi criminologiche dell’Arma, mentre non si esclude che possano essere sentiti anche i familiari dell’arrestato.
Continuano infine le ricerche dell’arma utilizzata per l’omicidio. I carabinieri hanno effettuato un sopralluogo in via Braccianense, nella zona di Osteria Nuova, indicata dallo stesso Carlomagno. Con l’uso di metal detector è stato perlustrato un canale, ma senza risultati. Le operazioni, sospese temporaneamente, riprenderanno con l’intervento dei sommozzatori.