Donald Trump, lividi alle mani e frasi controverse: cresce l'attenzione sulla sua salute
I lividi sempre più visibili sulle mani e alcune dichiarazioni fuori registro riaccendono i dubbi sulle condizioni fisiche e mentali di Donald Trump, tornate al centro dell’attenzione internazionale dopo l’ultimo intervento pubblico.
Le immagini diffuse nelle ultime ore mostrano un livido evidente sulla mano sinistra di Donald Trump, un dettaglio che non è passato inosservato durante il suo intervento al World Economic Forum di Davos, avvenuto giovedì 22 gennaio. Il segno scuro è apparso mentre il presidente degli Stati Uniti parlava davanti a capi di Stato e rappresentanti internazionali, poco dopo la cerimonia di firma del Board of Peace.
Oltre all’aspetto fisico, a colpire sono state alcune affermazioni pronunciate in pubblico, considerate da molti osservatori sconnesse o eccessive. Tra queste, una teoria che ha fatto rapidamente il giro dei media, contribuendo a rilanciare interrogativi già presenti sul suo stato generale.
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Di fronte alle speculazioni, la Casa Bianca ha fornito una spiegazione ufficiale. Secondo quanto comunicato, Trump soffrirebbe di insufficienza venosa cronica, una condizione che può causare gonfiori e lividi, soprattutto alle estremità come mani e caviglie. La diagnosi sarebbe arrivata dopo la comparsa di un lieve edema, che ha portato a una serie di accertamenti medici.
Gli esami, tra cui ecografie e una risonanza magnetica, non avrebbero evidenziato trombosi venosa profonda né problemi alle arterie. La portavoce Karoline Leavitt ha ribadito che il presidente gode di buona salute, cercando di ridimensionare le interpretazioni più allarmistiche circolate nelle ultime ore.
Non è la prima volta che i lividi sulle mani di Trump attirano l’attenzione. Già in precedenti occasioni ufficiali, come un incontro con il presidente francese Emmanuel Macron, segni simili avevano alimentato domande. Allora, la spiegazione fornita era legata alle numerose strette di mano durante gli impegni istituzionali.
A questo si aggiunge un dettaglio emerso in passato: Trump ha ammesso di assumere aspirina in dosi superiori a quelle comunemente consigliate, sostenendo che serva a mantenere il sangue più fluido. Un’abitudine che, secondo alcuni esperti, potrebbe favorire la comparsa di lividi.
Parallelamente, cresce il dibattito sulle sue condizioni mentali. Una lettera inviata al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre ha riaperto le discussioni, soprattutto per il tono e i contenuti del messaggio, incentrato sul mancato riconoscimento del Nobel per la Pace.
A un anno dall’inizio del suo secondo mandato, uscite considerate confuse, ricostruzioni giudicate improbabili e dichiarazioni iperboliche si sono moltiplicate. Ex collaboratori e analisti parlano di un possibile peggioramento, richiamando valutazioni espresse già nel 2017 da ambienti psichiatrici, che descrivevano il profilo di Trump come segnato da narcisismo e impulsività.