Trump contro i sondaggi dei media: Numeri falsi e pericolosi
Donald Trump accusa il New York Times e altri media di diffondere sondaggi manipolati per danneggiarlo. Su Truth Social rilancia l’idea di azioni legali e parla di un sistema che, a suo dire, distorce l’opinione pubblica.
Donald Trump ha annunciato l’intenzione di portare in tribunale il New York Times, accusandolo di pubblicare sondaggi che, secondo lui, non rispecchiano la realtà dei consensi. In un messaggio diffuso su Truth Social, l’ex presidente ha parlato di dati “fuori controllo” e privi di credibilità.
Trump ha rivendicato i risultati della propria amministrazione, sostenendo di aver guidato l’economia ai massimi storici e di aver rafforzato il confine come mai prima. A fronte di queste affermazioni, ha giudicato “incomprensibile” il livello di consenso attribuitogli da alcune rilevazioni.
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Secondo il leader repubblicano, esisterebbero invece sondaggi con esiti molto più favorevoli, che però non verrebbero pubblicati. Ha accusato il New York Times e altre testate di diffondere numeri “palesemente distorti”, definendo questo atteggiamento il frutto di un’ossessione politica nei suoi confronti.
Trump ha ricordato anche la copertura delle elezioni del 2024, che a suo avviso sarebbe stata caratterizzata da errori gravi e mai sanzionati. Per questo motivo, ha ribadito di aver avviato un’azione legale, convinto che le testate coinvolte debbano rispondere di quelle che definisce notizie false e fuorvianti.
Nel suo intervento, ha spinto ancora oltre, sostenendo che i sondaggi fraudolenti dovrebbero essere considerati quasi come un reato penale. Ha citato le elezioni del 2020 come esempio di previsioni completamente smentite dai risultati finali.
L’ex presidente ha poi esteso le critiche ad altre reti televisive e testate, accusandole di aver diffuso rilevazioni senza alcun legame con l’esito reale delle urne. A suo dire, quei numeri avrebbero avuto l’unico obiettivo di condizionare l’elettorato.
Trump ha incluso nelle sue osservazioni anche sondaggi pubblicati in passato da Fox News e dal Wall Street Journal, definendoli spesso imprecisi. Ha però riconosciuto l’esistenza di sondaggisti capaci di interpretare correttamente il quadro politico, ma che, secondo lui, verrebbero sistematicamente ignorati dai grandi media.
Nel messaggio finale, ha denunciato quello che considera un declino del giornalismo statunitense e ha promesso di continuare la propria battaglia contro quella che definisce la “truffa dei sondaggi”, assicurando di voler fare tutto il possibile per impedirne la prosecuzione.